Stm esce dal tunnel e cerca partner per le memorie

Il contenimento dei costi e le previsioni di una crescita del 6% del mercato dei chip hanno spinto al rialzo il titolo della società

Maddalena Camera

da Milano

St Microelectronics, il gigante europeo dei semiconduttori, prevede nel 2006 una crescita del settore pari al 6%, ma si aspetta che il gruppo, dopo un 2005 problematico, possa fare ancora meglio.
La società, che ha annunciato ieri i risultati del terzo trimestre leggermente migliori delle attese, è nel mezzo di un piano di riorganizzazione che prevede un taglio di tremila dipendenti e sposta verso l’Asia, dove il costo del lavoro è inferiore, molte attività produttive.
A livello di numeri nel terzo trimestre le vendite sono state pari a 2,45 miliardi di dollari contro i 2,25 del secondo. Rispetto all’anno precedente però gli utili sono calati del 53%, da 189 a 89 milioni, anche se la notizia era ampiamente scontata. Per gli analisti di Merrill Lynch la nota positiva è il buon controllo dei costi mentre le perdite sulle memorie flash (quelle che permettono di memorizzare i dati nel telefonino o altri prodotti tecnologici anche se spenti) sono state significativamente ridotte. «In questo settore - ha spiegato l’amministratore delegato Carlo Bozotti che ha sostituito dopo 25 anni Pasquale Pistorio - siamo interessati a trovare delle partnership esterne in quanto le dimensioni di scala sono importanti».
Bozotti non ha fatto comunque previsioni sugli effetti del riassetto. Il margine lordo, un indicatore cruciale per Stm, che nel terzo trimestre è migliorato al 34,1% dal 33% del secondo ma resta ancora molto depresso rispetto ai record storici di oltre il 40%. Per il prossimo trimestre le cose dovrebbero andare ancora meglio con una crescita tra il 3 e il 9% e un margine lordo al 36%. «Nel primo trimestre 2006 - ha spiegato Bozotti -, che ha una stagionalità negativa, ci attendiamo comunque un buon miglioramento rispetto ai pessimi risultati registrati nello stesso periodo dell’anno scorso». Naturalmente tutta l’attenzione della società è puntata sul mercato della telefonia mobile. Non bisogna dimenticare infatti che Nokia pesa per il 17% sul fatturato del gruppo. «Gli utili di questa società sono saliti del 29% - ha spiegato Bozotti - oltre che per la vendita di telefonini con fotocamera anche per la crescita della quota di mercato in Cina nei cellulari a basso prezzo». Ieri il titolo Stm è salito dell’0,96%.