«Sto bene all’Arsenal e lì mi diverto Certo che il Milan...»

L’attaccante del Togo: «Ho tre anni di contratto, i soldi non sono tutto. Però vorrei vincere qualcosa e i rossoneri sono un club mondiale»

nostro inviato a Vienna

Il Barcellona sta pensando ad Arshavin, il piccoletto della Russia. Dicono: «È più stella». Galliani ha proposto un altro giro di valzer: «Ora vogliamo Ronaldinho». E lui tien buoni gli inglesi, ma strizza l’occhio agli altri. Agli uni dice: «Ho il contratto, come posso andarmene?». Agli altri: «Ci sto pensando, una settimana e saprete». Lui è Sheyi Emmanuel Adebayor, il fustacchione del Togo, con discendenze nigeriane, che sforna gol per l’Arsenal (30 in 48 partite), ma ha capito che il business è altrove. Ieri era a Vienna per dovere di sponsor, che poi è lo stesso del Milan. Accerchiato da mille telecamere, si è presentato preparato. Anzi, si è inventato difensore catenacciaro. Salvo alzar la gambetta per lasciar passare qualche pallata. Il tuo sponsor è quello del Milan, andresti a giocare a Milano? Gli chiedono. Forse si aspettava il contrasto duro alla quindicesima domanda. È arrivato alla terza. E lui, sfoderando sorriso che faceva quadretto con un pizzetto mefistofelico, ha risposto come un allenatore qualunque: «Sono qui per conto dello sponsor, parlo di altro». Per il vero allo sponsor, tedesco e padrone assoluto della finale di domenica (mette il pallone e veste Spagna e Germania), il discorso ronza nell’orecchio.
Ma Adebayor, saltabeccando da un microfono all’altro, ha detto tutto e il contrario di tutto. Prima affermazione: «Ho un buon contratto di tre anni con l’Arsenal, in quella squadra sto bene. Per me, nel calcio, la cosa più importante è divertirsi, come mi sta capitando finora. Non sono i soldi a fare la differenza. Wenger ha reso la squadra come una famiglia, giochiamo un bel football, ora vorremmo anche vincere qualcosa». In queste frasi gli inglesi ci hanno letto: resto all’Arsenal. E le hanno rilanciate tra siti e agenzie di stampa. Ma Adebayor ha fatto intendere a chi vuol intendere: ora noi dell’Arsenal vogliamo vincere qualcosa, sennò a che serve?
I giochi di mercato sono spesso tra fumo e arrosto. Ed allora ecco un’altra verità. Da qualche settimana circola voce che il giocatore abbia scritto una email ad Arsene Wenger, ovvero il tecnico dell’Arsenal, chiedendogli di essere ceduto. Ieri la smentita: «Non l’ho mai scritta, perchè uso poco il computer e non vado su internet». Probabilmente il nostro sa che il maestro francese non ha alcuna intenzione di soddisfare il Milan, dopo essersi fatto soffiare Flamini.
Meglio cautelarsi. Ma non troppo. Tra un sorriso e uno stringer di mano, Adebayor ha tenuto buoni tutti gli acquirenti. Milan? Gli è stato chiesto di nuovo. «Certo, il Milan è uno dei più grandi club del mondo. Ma c’è anche il Barcellona. E di più: il Porto e il Celtic». Qualcuno lo ha fermato, prima che aggiungesse anche Steaua Bucarest o Dinamo Kiev. Ma lui ha voluto puntigliosamente chiudere il suo percorso da ruffiano. «Mi piacciono tante squadre. Però voglio pensarci con calma. Il mio agente è in vacanza, fra una settimana deciderò». In quel momento nessun inglese deve averlo ascoltato, sennò sarebbero crollate le certezze. Ma, poi, con i giornalisti di Londra, il nostro ha rivoltato il discorso sul lato smile: «Nell’Arsenal c’è un bel gruppo ed io posso ancora crescere».
Insomma serve spigolare fra le battute per capire. L’ipotesi più consistente dice: vorrebbe andarsene, ma l’Arsenal non lo mollerà. Tanto che le uniche certezze sono state riservate al futuro di Flamini, l’amico volato al Milan: «Mathieu ha qualità e bravura, un bel carattere. Per noi è stata una perdita importante. Però perdi i giocatori, non il gioco. Ed io non voglio pensare al Milan, solo perchè il mio amico ha preso quella decisione». Fra una settimana sapremo. Aggiunge: «Vedrete che Flamini, a Milano, diventerà uno dei giocatori più importanti». Ed è una delle ragioni per cui Wenger non venderà Adebayor al Milan. Forse.