STO CON CLAUDIO, NON CON HAIDI

Domenica e lunedì, i motivi per votare in primo luogo, e poi per votare da una parte piuttosto che dall’altra sono moltissimi. Noi ve li abbiamo proposti puntualmente giorno per giorno.
Ma oggi, se possibile, vorrei occuparmi dell’ultimo motivo. Del meno politico, in un certo senso. Ma, forse, del più importante. Ed è quello della scelta dei candidati. Che, purtroppo, mancando le preferenze, significa anche la scelta degli eletti. Scelta che, a Genova, è ancor più significativa, perchè questa città si porta addosso, come cicatrici indelebili, gli scontri e le violenze del 2001. Da un lato, su cui ci sono processi in corso, ci sono gli eccessi della polizia, soprattutto alla Diaz. Ma dall’altro, molto più doloroso, ci sono i saccheggi e le devastazioni che hanno violentato Genova. Da un lato la legge, che ha in se stessa gli antidoti; dall’altro chi non ha rispettato la legge.
Alcuni dei protagonisti di quel movimento - certo, non i diretti responsabili degli atti violenti - oggi fanno politica. Vittorio Agnoletto è eurodeputato di Rifondazione comunista, eletto proprio nel nostro collegio, quello del Nord-Ovest; Francesco Caruso (Francesco Caruso!) diventerà deputato per il partito di Fausto Bertinotti, che lo farà eleggere in Calabria; e Haidi Giuliani, madre di Carlo, sarà senatore sempre di Rifondazione, eletta nella nostra regione. Per la precisione, l’eletto bertinottiano al Senato per la Liguria sarà Gigi Malabarba, capo dei Cobas dell’Alfa Romeo e attuale capodelegazione al Senato, che però lascerà Palazzo Madama il 20 luglio, anniversario della morte di Giuliani, proprio per far entrare la signora Haidi.
Non vogliamo parlare nuovamente di Carlo Giuliani, su cui peraltro abbiamo le idee ben chiare. Non è questa la sede. E crediamo che il silenzio e la pietas siano dovute alla morte, a tutte le morti. Quindi, se siamo credenti, preghiamo per lui e per la sua anima. E se non lo siamo rispettiamo un dramma con il silenzio.
Ci piacerebbe però che lo stesso rispetto arrivasse anche dai paladini di Carlo. Per esempio, da cantanti e intellettuali che, da anni, stanno usando il suo nome come uno scudo o una bandiera.
Il dolore di una mamma è probabilmente il sentimento più forte esistente al mondo, ma proprio perchè è il sentimento più forte, personalmente, mi sarebbe piaciuto che la signora Adelaide Cristina Gaggio - se proprio voleva candidarsi alle elezioni - non facesse scrivere nelle liste, a fianco del suo nome, «detta “Haidi Giuliani“». Fra l’altro, non essendoci le preferenze, non serviva neppure.
L’altro giorno a Chiavari, ho chiesto a Claudio Scajola, che le violenze del G8 le ha vissute sulla propria pelle da ministro dell’Interno - dopo aver provato in ogni modo a convincere i manifestanti pacifici e democratici a non mischiarsi con i violenti, per poter isolarli e colpirli meglio - cosa pensasse di queste candidature. E mi ha risposto, commosso: «Non so se la signora Gaggio Giuliani diventerà senatore e non so se sarà un buon senatore. Credo però che probabilmente avrebbe potuto essere una madre migliore». Il cinema Mignon tremava tanto è stato forte l’applauso.
Haidi sta con Prodi e con la sua Italia. Claudio sta con Berlusconi e con la sua Italia.