«Sto con Follini, l’Udc sarà federale»

«Nel nostro progetto c’è posto anche per liste autonomiste alla Lombardo»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Guiderà la delegazione più numerosa del Congresso dell’Udc, ma non solo. Totò Cuffaro, governatore della Sicilia, ne sarà anche il presidente. Un modo probabilmente per mettere fine agli scontri, alle voci che lo danno sempre in uscita, e anche un riconoscimento al ruolo che la Sicilia ha avuto nel consentire all’Udc di raggiungere percentuali a due cifre.
Presidente Cuffaro, malgrado l’allontanamento di Lombardo, il suo «fratello» politico della Sicilia orientale, malgrado le continue tensioni che hanno caratterizzato il suo rapporto con il segretario Follini, malgrado provenga dalle file del Cdu e si consideri più buttiglioniano che folliniano, lei dopodomani sarà probabilmente il presidente del secondo congresso dell’Udc, quello della rifondazione. Cos’è, un tentativo di Follini per tenerla tranquillo?
«È un riconoscimento al nostro e al mio lavoro. Gli ultimi risultati elettorali ci consentono di avere 316 candidati e a questo punto le nostre tesi troveranno ampio spazio. Lombardo verrà forse come ospite, ma il suo partito autonomista potrà stare nel nostro progetto. Ho sempre considerato corretta la sua iniziativa: come si fa a parlare di Stato federale se non si pensa anche a una forma federale dei partiti?»
Presenterete una mozione come siciliani?
«Avremo una nostra mozione, forse più di una sui vari temi, insieme a quanti condividono le nostre idee. Noi lavoriamo alla costruzione di un partito che si chiami Ppe. Che sia un contenitore di valori condivisi, non di sigle che si sommano l’una all’altra. Porremo al centro del dibattito la costruzione di un grande contenitore che sia contenitore, me lo faccia dire sino alla nausea, di valori. Sottolineo: valori e partito aperto a quanti li condividono».
Valori sembra la parola d’ordine di questo congresso. Sia Baccini sia Buttiglione nelle loro interviste hanno ribadito questo concetto ed entrambi parlano di Ppe. Congresso fortemente unitario?
«Siamo ex-democristiani e abbiamo fatto lo stesso percorso, non lo dimentichiamo. Tutto il gruppo siciliano, dove 186 fanno capo a me e Lo Monte e 135 al gruppo definito dei quarantenni che conta di 8 deputati nazionali, ha votato i delegati della lista Sicilia per Follini. Non ci sono dubbi sul nostro candidato».
Il ministro Giovanardi che ieri è stato con lei a Palermo per un convegno con il ministro Stanca, ha dichiarato che presenterà la sua candidatura a segretario. Ne avete parlato?
«Certamente. Gli ho detto che questo è segno di democrazia. Ma ho ribadito che la delegazione siciliana voterà compatta per Follini e che è unita sui contenuti del dibattito congressuale».
Provi a sintetizzarli...
Il partito che vogliamo ha una struttura federalista, mette al centro il Mezzogiorno, la famiglia, l’immigrazione e guarda all’Europea. Noi siciliani proporremo anche la costituzione di una nuova commissione europea per i problemi dell’area mediterranea che nel 2010 aprirà le frontiere».
Quello degli immigrati è un tema anche di scontro dentro la Cdl. ..
«Deve essere chiaro a tutti che noi siamo europeisti e vogliamo discutere della questioni degli immigrati con la logica di chi sa che è un problema europeo, un problema di sviluppo economico e perché no, anche di pace nel mondo. Non continuare con la politica dell’accoglienza e della spedizione fuori dall’Italia. Quando vado in giro per il mondo e vedo tanti siciliani di successo penso sempre che questo è stato possibile perché hanno trovato chi li ha saputi accogliere. Starà con noi chi accetta queste linee di pensiero».
Cosa risponderete quindi a Berlusconi sulla sua idea di partito unico?
«Se il partito unico risponderà ai requisiti che ho detto allora ne possiamo parlare. Vogliamo un partito di ideali. Ma non puoi tenere tutto e il contrario di tutto, come ha provato a fare l’Unione».
Dentro questo Ppe ci vede anche Rutelli?
«Potrebbe starci. Dentro la Margherita ci sono molti ex-democristiani, non lo dimentichiamo».
Il Ppe quindi come una componente dell’Internazionale democristiana, come dice Baccini?
«L’importante che si chiami Ppe. Andiamo verso un partito di valori omogenei che guarda all’Europa. Si è aperto un grande processo politico e noi dell’Udc ne siamo protagonisti e faremo le nostre proposte a partire dal congresso».

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