Stoccolma scopre la paura

In <em>Racconti da Stoccolma</em> Anders
Nilsson racconta i cambiamenti della società svedese, segnata dalla violenza. Il titolo originario del film risale a un detto celtico: quando arriva la notte la gente si chiude
in casa e accende una candela e ci si
sente al sicuro, anche se al sicuro non si è

Milano - Tre storie di violenza e ordinaria follia, legate da un filo conduttore che si chiama "perdita d’onore", si intrecciano in una Svezia solo all’apparenza tollerante che tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine del film. Racconti da Stoccolma (in uscita in Italia mercoledì prossimo) è un film che lascia il segno, fa riflettere e lascia gli spettatori increduli.

Fatti realmente accaduti Con un passato da film polizieschi, il regista Anders Nilsson (nella foto a sinistra) riesce a dosare con arte elementi d’intrattenimento a una suspance ispirata al maestro del thriller. L’opera, incoronata col premio Amnesty International al 57esimo Festival di Berlino, si snoda all'interno della violenza quotidiana. Una violenza che arriva a insinuarsi e intrecciarsi nel tessuto urbano del nostro vivere. Nella tranquilla Stoccolma la violenza si trasforma nella choccante realtà di una società che sta inesorabilmente cambiando. "Le vittime parlano e riescono a cambiare le cose - ha spiegato il regista - il punto di collegamento è il motivo scatenante della violenza: è la perdita dell’onore, del rispetto".

I tre capitoli del film Leyla è cresciuta con la sorella Nina in una famiglia "mediorientale" con un rigido codice morale e religioso. Appena si scopre che Nina ha un ragazzo, i genitori e gli zii decidono di ucciderla. Leyla, poi aiutata dai due fratelli, denuncerà l’accaduto alla polizia, rischiando di fare la stessa tragica fine. Carina è invece una giornalista televisiva molto affermata e ha appena vinto un prestigioso premio. È sposata, ha due figli, ma dietro la tranquilla vita familiare si nasconde il dramma della violenza domestica: il marito, che lavora nella sua stessa emittente e brucia d’invidia per il successo della moglie, la umilia e picchia da 10 anni. La terza vicenda non riguarda la violenza contro le donne, ma racconta una storia di prepotenze altrettanto incontenibili e cieche. Aram gestisce un locale notturno alla moda. Una sera uno dei suoi addetti alla sicurezza viene picchiato da tre malviventi e ricoverato in ospedale. Decide di testimoniare in tribunale, ma una serie di pesanti minacce lo convincerà a desistere. Seguirà una svolta inattesa.

Scoprire la violenza Anche nel Paese scandinavo la violenza nei confronti delle donne è all’ordine del giorno. Secondo le statistiche il 50% delle donne almeno una volta sono state picchiate dal marito, fratello o padre. Il titolo provvisorio del film era Honor, ha rivelato Nilsson. Quello scelto per la distribuzione italiana è "perfetto", ha commentato, realizzando che c’è curiosità crescente verso il paese scandinavo. Il titolo originario Nar morkret faller (Quando scende la notte) è una frase che risale a un vecchio detto, forse celtico, quando arriva la notte la gente si chiude in casa e accende una candela (nel film ce ne sono molte) e ci si sente al sicuro, anche se al sicuro, nel film, non si è.