Stokowski mago del colore

Era inglesissimo e fingeva accento slavo. Diede la mano a Topolino in Fantasia, collezionò ereditiere e fuggì con la Garbo, diventando una star non solo del podio. Per i «rigorosi» Leopold Stokowski era un pagliaccio made in Usa. Invece le registrazioni da ultraottantenne ai Proms di Londra confermano che era un mago del colore, capace di trasformare l'allora ostica musica contemporanea in successi clamorosi, da Mahler a Ravel, da Vaughan Williams a Sostakovic. Tanto di cappello.