Stonata, ma solo per scaramanzia

Il titolo del suo nuovo album, Stonata, l’ha scelto un po’ così: per scaramanzia. «Mi porterà fortuna». Ma è da tempo che Miss Giorgia Todrani, in arte solo Giorgia, non ne stecca una. A 36 anni, dopo Ladra di vento e dopo aver collezionato un disco di platino, lo scorso novembre, l'artista romana che tifa Lazio, ha sfornato il suo decimo album, con la Ddc (Dischi di cioccolata) che contiene 15 brani inediti. Successo immediato: La La Song, la filastrocca allegra su quanto gli amori sbagliati siano sempre i più magnetici, è una delle più diffuse via radio e Giorgia porta in giro lo Stonata tour, l’ottavo della carriera, da febbraio. Ha rimandato alcune date per partecipare, come ospite, al Festival di Sanremo dove si è cimentata, fra l'altro, in The man I love di Gershwin e in Se stasera sono qui di Luigi Tenco: all’Ariston Giorgia vuole bene; su questo palco nacque nel 1994 il suo successo con la dolcissima E poi, titolo anch'esso beneaugurate.
Nel tour che stasera approda ad Assago al Datchforum, Giorgia è accompagnata da Sonny Thompson (basso), Jimmy Paxson (batteria), Matt Rohde (tastiere), Tim Cornwell (percussioni) Maurizio Fiordiliso (chitarra), Roberta Granà (cori), ma soprattutto dalla sua voce: silhouette sottile, abbondante nei vocalismi, Giorgia ha promesso di alternare sul palco il vecchio ed il nuovo, Emozionando sempre più come dice uno dei versi delle sue canzoni: del resto molti fra i più grandi cantautori italiani hanno fatto la fila per firmare una canzone per lei, molti altri hanno scelto la via più diretta, quella del duetto.
Eros Ramazzotti le ha cucito sartorialmente addosso i vocalismi di Come saprei (1995), Zucchero ha immaginato Di sole e d'azzurro (2001), con Andrea Bocelli resta insuperato quell’inno alla Musica che è Vivo per Lei (1999). Il più assiduo resta però Pino Daniele che, oltre alla collaborazione per l’intero album Mangio troppa cioccolata (1997), ritorna anche nell’ultimo lavoro, in Anime Sole, dove scatena la sua chitarra.
Giorgia arruola anche Beppe Grillo, riproponendo parte di una sua invettiva in Libera la mente: la signorina Todrani non ha mai fatto mistero di appoggiare le istanze del V-day e nell’album non mancano canzoni impegnate come Mal di terra, dalla vena ecologista o Vieni Fuori, un invito a non omologarsi nell’indifferenza. Più melodiche Chiaraluce, Parlo con te e Ora basta dove Giorgia riprende il suo storico spirito «ottativo» di Come saprei, autocitando alcuni versi del suo successo del 1995.
Tuttavia i brividi più caldi sono quelli del duetto con Mina, irripetibile dal vivo in concerto se non in parte: Poche Parole è un miracolo di purezza; il timbro cristallino di Giorgia si inerpica su per le ottave per lasciare poi spazio alla voce di Mina in un confronto-scontro fra due voci d'eccezione.
La serata non si chiude senza altri must del repertorio come Strano il mio destino, Vivi davvero, Girasole e la struggente Gocce di memoria, creata per il film La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek (2003).
E pensare che in Stonata, la canzone che da il nome all'album, Giorgia canta: «(...)Stonata come una che non faccio mai la scelta giusta perché ho paura di cadere, di sbagliare, di ferire». Non stasera.
Giorgia
Datchforum
Stasera ore 21
Info: 199128800