Stoner ha il titolo in tasca Rossi tradito dalla Yamaha

Nanni Scaglia

Misano Adriatico - Non c'è più spettacolo in MotoGP, non c'è più confronto carena contro carena, non ci sono più sorpassi. Fuori gioco l'unico pilota - Valentino Rossi - alla sua altezza, per Casey Stoner diventa relativamente facile vincere e il motomondiale, fino a ieri spettacolare e avvincente, si sta trasformando in una noiosissima stagione stile F.1. Troppo forte per tutti gli altri questo australiano e non è un caso che le ultime tre gare, conquistate a mani basse da Stoner e la Ducati, si siano trasformate in una cavalcata solitaria: con Rossi, per un motivo o per l'altro, poco competitivo, non c'è nessun altro pilota in grado di dargli fastidio. Questa volta è stata la rottura al quinto giro del nuovo motore della Yamaha a mettere fuori gioco Valentino, e anche se Chris Vermeulen e la sua Suzuki sono andati fortissimo, l'ottava vittoria di Stoner non è mai stata veramente in discussione.
«In realtà non è stato facile - racconta il futuro campione del mondo - perché su questa pista è facilissimo commettere un errore e bisogna mantenere la concentrazione assoluta. È un bel successo, anche perché dopo le prove non ero così sicuro di potercela fare».
È la definitiva consacrazione di un pilota arrivato in Ducati quasi per caso, in passato soprannominato «Rolling Stoner» per le continue cadute, ma che adesso sta guidando in una maniera straordinaria, protagonista di una stagione da fenomeno assoluto.
«Anche adesso che ha 85 punti di vantaggio sul secondo in campionato (Rossi, ndr) - afferma polemico Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati Corse -, Stoner non è considerato come il pilota più forte: credo sia pazzesco».
In effetti, anche se la GP7 è una moto fantastica e le gomme Bridgestone nettamente superiori - a Misano cinque ai primi cinque posti -, chi fa soprattutto la differenza è questo ragazzino che compirà 22 anni il 16 ottobre, quando, probabilmente, sarà già campione del mondo. Lo potrebbe diventare già nel prossimo GP in Portogallo, se riuscirà a totalizzare 15 punti più di Rossi, o più probabilmente la settimana successiva in Giappone. E per la Ducati sarebbe qualcosa di straordinario andare a conquistare il titolo a casa di Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki.
«In effetti - non può nascondersi Stoner -, abbiamo un grande vantaggio e, probabilmente, riusciremo a conquistare il titolo prima del previsto. Ma io continuo a pensare a vincere gara per gara: il titolo arriverà di conseguenza e non importa dove».
Di fronte a un pubblico straordinario, con le colline piene di giallo, il colore di Rossi, Stoner ha dimostrato di saper sopportare benissimo la pressione, rimanendo in testa dal primo all'ultimo giro. Se Valentino non avesse rotto e se Pedrosa non fosse stato centrato alla prima curva dopo il via da De Puniet, probabilmente il GP sarebbe stato meno noioso, ma non sarebbe stato comunque facile battere l'australiano e la Ducati.
Titolo già conquistato dall'Aprilia nella 125, grazie alla vittoria di Mattia Pasini, romagnolo residente a due passi dal circuito di Misano. Per il momento, la Casa di Noale ha ottenuto il campionato costruttori, ma a breve vincerà anche quello pilota - bisognerà solo vedere con chi - ed entrambi i titoli della 250. È il trionfo del made in Italy. E i giapponesi rosicano.