Uno Stoner senza rivali al MotoGp in Australia: è campione del mondo con due gare d'anticipo

Stoner ha dimostrato di essere forte, non solo in pista ma anche
di testa: "È difficile da spiegare come mi sento oggi, è pura felicità". Con lui ha
vinto anche tutta la sua squadra, formata da tecnici italiani
che lo hanno seguito dalla Ducati alla Honda

Senza avversari. Casey Stoner ha affrontato il fine settimana nella sua Australia, costruendo il suo successo nelle prove e nella gara. Non ci sono stati mai avversari, Stoner è sempre stato il più veloce sia nei tre turni di prove libere che in quello ufficiale, riuscendo a primeggiare anche nel warm up.

Un hole shot con la ciliegina sulla torta di un titolo mondiale guadagnato con due gare di anticipo sulla fine della stagione. Certo, la caduta di Lorenzo, che nel warm up ha subito la parziale amputazione dell’ultima falange dell’anulare della mano destra e la lussazione dell’indice, ha dato una mano a Stoner. "Ma non è così che avrei voluto vincere questa gara e il titolo", ha ammesso l’australiano, riconoscendo in Lorenzo l’unico avversario nel mondiale. In questa gara, più di altre, Stoner ha dimostrato di essere forte, non solo in pista ma anche di testa. Non appena Lorenzo è caduto l’australiano è corso nel centro medico del circuito per andare a vedere le condizioni dell’avversario.

"È difficile da spiegare come mi sento oggi - ha detto Stoner - è pura felicità. Il mio primo titolo nel 2007 è arrivato in modo inaspettato e nessuno mi dava fiducia, non sembrava possibile quello che ho fatto, invece con questa moto sapevamo quello che dovevamo fare e lo abbiamo fatto, anche se per me era la prima volta con la Honda (Stoner si riferisce alla 800cc, il suo debutto è stato in Motogp con una Honda 1000cc, ndr). Sicuramente ho avuto molta meno pressione rispetto al passato, abbiamo lavorato bene come equipe e siamo riusciti a rimanere concentrati per tutta la stagione". Con Stoner ha vinto anche tutta la sua squadra, formata da tecnici italiani che lo hanno seguito dalla Ducati alla Honda.

Stoner al via è scattato in testa e li è rimasto fino alla bandiera a scacchi, mentre alle sue spalle succedeva di tutto, compresa l’11/a caduta di Valentino Rossi, cosa che non succedeva dal 1996. "È molto difficile - ha detto Rossi - è stato un week end duro. Stamattina stavamo meglio avevo un feeling un po' meno peggio e visto che mancavano le Yamaha avrei potuto fare un risultato onorevole. Stavo risalendo senza fretta e quando ho passato Bautista e sono caduto anche se non stato forzando. Si vede che a questa moto non piace fare i sorpassi, ero solo mezzo metro più interno di prima. C’era anche da farsi male, fortunatamente Bautista non mi ha preso. Questa caduta non ha senso. In Malesia vedremo se sarà meglio dei test dove eravamo andati male".

Con il team Yamaha fuori dalla gara (anche Spies non si è schierato per uno stato confusionale dopo la caduta di ieri in prova), lo squadrone Honda ha avuto via libera. Alle spalle di Stoner altre tre moto con l’ala sono passate sotto la bandiera a scacchi, con Simoncelli e Dovizioso in lotta tra loro come nei tempi delle minimoto. Dovizioso, dopo aver passato Pedrosa in crisi con le gomme morbide, ha ripreso Simoncelli che era in difficoltà per la pioggia che nel finale stava cadendo sull’asfalto del circuito. I due che non sono famosi per la loro amicizia, hanno iniziato un duello molto serrato che poi ha visto il pilota di Coriano battere il collega di Forlì. In Moto2, successo per il pilota di San Marino Alex De Angelis (Motobi-TSR) che ha battuto il leader della classifica iridata Stefan Bradl (Kalex) mentre Marc Marquez (Suter), che partiva ultimo per la penalizzazione di un minuto sul tempo di qualifica inflitta dalla direzione gara per il tamponamento del tailandese Wilairot in prova, ha rimontato 35 posizioni finendo terzo. Ora Bradl è di nuovo in testa al mondiale della classe di mezzo, ma Marquez è a soli 4 punti di distacco.