Stoner studia da campione: «So usare anche la testa»

Capirossi male ma la colpa è del box. Melandri: «Adesso spero che la Honda mi aiuti di più»

da Le Mans

L’anno scorso in Australia, in condizioni simili, aveva sfiorato il successo, arrivando secondo alle spalle di Marco Melandri. Ma questa volta, Chris Vermeulen non si è fatto scappare l’occasione e quando ha iniziato a piovere forte si è capito che ce l’avrebbe potuta fare. L’australiano della Suzuki, 24 anni e un passato in Sbk dove ha conquistato il secondo posto nel mondiale nel 2005, è uno specialista dell’acqua e il suo successo non può essere considerato una sorpresa. Con l’asciutto Vermeulen non sarebbe certo salito sul gradino più alto del podio, ma la sua vittoria conferma che aumentano i protagonisti che vanno forte in MotoGP. È un buon momento per i piloti australiani, capaci di vincere cinque delle ultime sei gare disputate, compreso lo strepitoso trionfo a Valencia, nel 2006, di Troy Bayliss con la Ducati. Ma se i successi di Bayliss e Vermeulen possono in qualche modo essere considerati fortuiti, seppure entrambi meritati, il primato in classifica di Casey Stoner è solo frutto della bravura e della consistenza del ragazzino della rossa a due ruote. In una gara difficile e insidiosa come questa, Casey avrebbe anche potuto perdere la testa. Invece, come accade da quando corre per la Ducati, Stoner ha mantenuto la calma, ha ragionato, non ha commesso errori, né di guida né tattici, e alla fine ha colto un terzo posto preziosissimo. Un grande risultato, perché i suoi rivali in classifica generale gli sono arrivati alle spalle: Daniel Pedrosa ha chiuso al quarto posto, Valentino Rossi al sesto, grazie anche alla caduta di Nicky Hayden a tre giri dalla fine.
«All’inizio - commenta Casey - non si capiva bene quale fosse il limite. Ho cambiato moto al momento giusto (al decimo giro, ndr) e poi ho cercato soprattutto di usare la testa. Considero il terzo posto un ottimo risultato». E lo è. E conferma che Stoner è un pilota consistente in tutte le situazioni e la Ducati una moto competitiva anche quando non può sfruttare al meglio la potenza del suo quattro cilindri per la mancanza di rettilinei. Peccato solamente che Loris Capirossi non riesca a essere all’altezza del compagno di squadra: questa volta, però, Loris, ottavo, non è andato piano per colpa sua, ma è stato rallentato da un errore del box, che lo ha fatto ripartire sul bagnato con una configurazione elettronica da asciutto. La pioggia, invece, ha fatto rinascere Melandri, secondo dopo quattro gare piuttosto difficili. «Ci voleva questo podio - se la ride il pilota del team Gresini -, dà morale a me e alla squadra. Adesso sono anche a un solo punto da Pedrosa e spero che serva per farmi dare una mano tecnica dalla Honda».