«Stop a 42 anni per la fecondazione in provetta»

Paletti ancor più restrittivi alla legge 40 che regola la fecondazione medicalmente assistita. A richiederli gli esperti riuniti a Bologna all'81esimo congresso della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), che sostengono la necessità di fissare un limite di età, quello di 42 anni, per le aspiranti mamme che vogliono far ricorso alla provetta. Il rischio, per le «over 42», è di illudersi inutilmente.
«Riteniamo che trattare una donna dopo i 42 anni, ovviamente fatte salve alcune eccezioni - spiega Stefano Venturoli, direttore dell'Unità operativa di fisiopatologia della riproduzione dell'università di Bologna - vada contro l'interesse della donna stessa. Perchè le probabilità che dopo tutto l'iter terapeutico, stressante e impegnativo, abbia un figlio in braccio, sono davvero molto poche». Per questo dai ginecologi arrivo l'invito alle donne  di non rimandare la gravidanza troppo avanti negli anni perchè nemmeno la fecondazione artificiale può mandare indietro l'orologio.
Aspetto, questo, che le donne spesso ignorano. Ed ecco perchè gli esperti chiedono fortemente alle Istituzioni di avviare una campagna di sensibilizzazione affinchè le donne acquisiscano una maggiore consapevolezza in materia. «Ma a scuola di fertilità - sottolinea Venturoli - dovrebbero andare non solo le donne e i compagni, ma anche medici e ginecologi di base che guardano la donna rimandare la gravidanza e non fanno nulla per farle comprendere quali e quanti rischi corre».