«Stop ai condannati. E un assessore anti-furbetti»

Roberto Cota, dovrà rifare le liste in Piemonte?
«Figurarsi. In tempi non sospetti ho chiesto che nelle liste, le mie e quelle delle forze che mi sostengono, non ci fossero condannati per reati contro la pubblica amministrazione».
Sempre i primi della classe, voi leghisti.
«E le dirò di più. Se verrò eletto governatore istituirò un assessorato anti-furbetti».
Demagogia elettorale.
«No, guardi, qui bisogna tagliare le mani prima che arrivino nella marmellata. Ci sarà una delega ad hoc per scovare quello che non va».
E come funzionerà?
«L’assessore avrà mandato di controllare tutti gli uffici, monitorando le spese ed evitando gli sprechi».
Una specie di Corte dei conti interna?
«Ma con poteri di controllo sull’intera procedura».
Inchieste preventive.
«Non si ripeteranno mai più vicende giudiziarie come quella del premio letterario Grinzane Cavour, con il dirigente regionale che dava soldi pubblici a suo fratello».
Gli sprechi maggiori di solito avvengono nell’immensa galassia delle società partecipate, però.
«E l’assessore andrà a mettere il naso anche lì».
Si inimicherà mezzo Piemonte.
«Là dove la Regione ha una partecipazione, è giusto che controlli che non ci sia un aumento esponenziale della spesa, se c’è si domandi il perché e, se necessario, intervenga. La spesa sanitaria, per dire, è aumentata da 6 a 9 miliardi senza che corrispondesse un miglioramento dei servizi: perché? Lo stesso rigore useremo per la nomina dei primari, che dovrà rispondere a criteri di meritocrazia».
La nomina dei primari spetta ai direttori generali.
«Certo. Ma l’assessore anti-furbetti avrà la competenza di valutare i meccanismi di nomina. I direttori generali non potranno più nominare primari in base alle amicizie e alle tessere di partito».
Se è per quello gli stessi direttori generali spesso sono stati nominati così...
«E infatti là dove verificheremo anomalie, quando scadrà il mandato di questi signori dirò loro grazie e arrivederci».
Spoil system.
«E rinnovamento della classe dirigente. Oggi nella giunta Bresso l’età media è da prima Repubblica».
Basta con i vecchi tromboni della politica. Onorevole, non ce la farà mai.
«Sì invece. Ne abbiamo discusso con Enzo Ghigo e abbiamo deciso di privilegiare la scelta di dare incarichi a giovani e volti nuovi».
Lei non candida corrotti. E i magistrati?
«In lista non ne abbiamo, un problema in meno».
Non vale come risposta.
«Scherzo, nessuno mi può accusare di avercela con i magistrati, ne ho sposata una».
Quindi?
«I magistrati svolgono un lavoro importante e delicato. E proprio per questo la loro credibilità va tutelata. Candidare un Pm che fino a ieri indagava sull’avversario della lista che lo candida getta un’ombra di parzialità sull’intera categoria».
Lei annuncia una crociata anti corruzione, intanto però il disegno di legge sulle norme anti corruzione è slittato e il Pd vi accusa di fare solo annunci.
«L’inasprimento delle pene l’abbiamo deciso noi, al Pd non è mai venuto in mente, quindi evitino polemiche strumentali».
Ciò detto?
«Ciò detto è giusto che non ci sia un provvedimento spot, ma una riforma profonda. Nel frattempo, diamo risposte sul territorio, con regole chiare alle Regionali».