Stop ai congedi retribuiti, la «casta» taglia i discorsi

Il tempo è denaro. Sembra questo il nuovo corso del consiglio comunale di Savona, visto che nell'ultima seduta il presidente Beppe Casalinuovo, a più riprese, ha richiamato l'attenzione sul rispetto del tempo massimo di due minuti per gli interventi. Forse tanta solerzia nell'applicazione del regolamento deriva dalla modifica, introdotta dalla Finanziaria 2011, che riduce drasticamente il congedo retribuito per motivi politici ai dipendenti pubblici. Giro di vite, o meglio di clessidra, dopo che il governo ha limitato i permessi dei lavoratori del pubblico impiego, che fanno parte di consigli comunali e provinciali, alla sola durata della seduta e al tempo necessario per raggiungerla. Prima del 17 settembre, entrata in vigore della legge, i permessi erano estesi all'intero giorno della seduta e, qualora si finisse dopo le 24, anche al giorno successivo. Al richiamo reiterato del presidente Casalinuovo solo Livio Bracco, consigliere del Pdl, ha richiesto «un po' di elasticità», ma la risposta è stata «c'è un regolamento che va rispettato». E così, rispetto alla precedente seduta, terminata alle 3 di notte, nei lavori c'è stata una sforbiciata di circa 2 ore e mezza. Rapida, nonostante le molte interpellanze dell'opposizione, l'approvazione delle variazioni di bilancio per il triennio 2011-2013: 21 voti a favore dalla maggioranza e opposizione compatta con 11 no.