Stop ai rimborsi per le "auto blu"

Il Consiglio regionale taglia i costi della politica. Boni: "La giunta faccia lo stesso". Da gennaio sarebbe scattato il maxi-bonus da 51mila euro all'anno

Stop al maxi rimborso da oltre 50mila euro per chi rinuncia all’auto blu. Da subito e per tutti i consiglieri dell’ufficio di presidenza. Il presidente del parlamento regionale Davide Boni taglia il benefit d’oro ai colleghi e a se stesso. Senza aspettare gennaio, come invece avevano proposto i due consiglieri del Pd (la vicepresidente Sara Valmaggi e il segretario Carlo Spreafico).
Con una lettera, consegnata ieri mattina a Boni, i due politici annunciavano infatti di voler rinunciare autonomamente dal primo gennaio sia all’auto di servizio sia al rimborso. Anime pie, avrebbero seguito e addirittura superato l’esempio del compagno di partito Filippo Penati, che rinunciò sì all’auto ma in cambio di un bonus di 51.600 euro lordi all’anno. «Perché aspettare così tanto? - li prende in contropiede il presidente lumbard -. I rimborsi sono aboliti da oggi stesso con delibera dell’ufficio di presidenza». E non se ne parla più.
Il super bonus sarebbe scattato dal 2012, incrementando di 13mila euro quello in vigore adesso, pari a 38mila euro. Sarebbe comunque stato un risparmio rispetto all’auto (che costa circa 86mila euro all’anno). Già perché non ci sarebbe più stato da pagare lo stipendio agli autisti: spesso per un consigliere non ne bastava uno al giorno ma occorrevano almeno 12 ore di servizio, con tanto di straordinari. Un lusso che di questi tempi è bene eliminare.
Con la mossa di Boni si evita quindi che la rinuncia all’auto si traduca in altrettanto denaro e in altrettanti super sprechi. Non si risparmia chissà che cifra ma «il mio - precisa lui - vuole essere più che altro un messaggio ai cittadini». Un messaggio per dire che i privilegi della casta non ci sono più. «Certo, la vera differenza la farebbe la giunta - alza il tiro Boni - Se ogni assessore rinunciasse ad auto e autista, si risparmierebbero 640mila euro all’anno». Per ora, niente maxi premio per chi rinuncia all’auto significa 65mila in meno sul groppone del Pirellone. Meglio che niente. Di fatto l’auto sarà concessa solo per motivi istituzionali e non più per i tragitti casa-ufficio-casa, come avveniva in qualche caso, a spese della Regione.
Andando a curiosare nei garage della Regione, si scopre che le auto che vanno per la maggiore sono le Audi A6 (37mila euro a vettura più costi di manutenzione e stipendio dell’autista), in mano ai consiglieri pidiellini Massimo Ponzoni e Franco Nicoli Cristiani. Poi ci sono Fiat croma da 20mila euro, Mercedes Viano (pulmini a 8 posti) da 50mila euro e Toyota prius da 25mila euro: una sarebbe stata assegnata a Sara Valmaggi.
Il Pd cerca di mettere il cappello sulla decisione anti sprechi. «Ancora una volta - sostiene il segretario del Pd lombardo Maurizio Martina - spinge le istituzioni regionali ad assumere decisioni concrete per la riduzione dei costi della politica. È già successo con la cancellazione dei vitalizi e la riduzione delle indennità, avanzata dal nostro gruppo a giugno e poi fatta propria anche dalle forze di maggioranza. E succede ancora».
Soddisfatto il dipietrista Stefano Zamponi. Fu proprio dopo una sua denuncia in aula che scoppiò la polemica sulle auto blu e sul mega premio per la rinuncia. Tuttavia la mozione presentata dall’Idv venne rimbalzata di settimana in settimana e fu poi bocciata con una promessa: la questione sarebbe stata rivista dall’ufficio di presidenza e dal comitato ristretto che si sta occupando dei tagli ai costi della politica.
Promessa mantenuta: tutti i membri del Consiglio di presidenza, sia del Pd sia del Pdl, hanno sottoscritto il provvedimento per ridurre le spese.