Stop ai rischi: la mappa delle strade pericolose

Una specie di tam tam stradale. Questa l’idea di fondo del progetto «Black Point» della Fondazione per la sicurezza stradale Ania, l’associazione delle assicurazioni italiane, che ha realizzato un sito (www.smaniadisicurezza.it) in cui i cittadini possano segnalare (è possibile farlo anche via sms al numero 3312687575 o aL numero verde 800433466) e controllare buche, dossi, incroci pericolosi. Il risultato sarà un mappa completa del rischio, gratuita e accessibile a chiunque abbia una connessione internet. E siccome prevenire è meglio che curare la mappa è scaricabile e installabile sul navigatori satellitari di ogni tipo.
Il rischio milanese si declina al momento in 53 «black point» (letteralmente «punti oscuri»), che arrivano a 75 con la provincia, ostacoli che rappresentano solo un quinto delle segnalazioni pervenute al sito. Tutte le indicazioni, infatti, vengono controllate dalla fondazione, che si attiene al criterio del “passaparola incrociato”: lo stesso ostacolo, infatti, deve essere indicato tre volte per essere considerato attendibile.
Buche, incroci pericolosi, dossi, attraversamenti pedonali non segnalati, pericoli che provocano costantemente incidenti e un senso di impotenza da parte di chi assiste a incidenti, spesso mortali. Ieri in via Polesine un’anziana signora è stata investita e uccisa, mentre nella notte un cedimento del manto stradale in via Faruffini all’angolo con piazzale Brescia ha costretto la chiusura della via al traffico. Insomma la sicurezza a Milano è un problema sempre più serio. Il capoluogo lombardo, infatti, con 16556 incidenti (dati Istat 2004) è al secondo posto dopo Roma (18989) nella classifica “nera” seguita da Torino (4547), Firenze (4249) e Genova (4200). «Gli incidenti più frequenti si verificano sulle strade urbane - spiega Umberto Guidoni, segretario generale della fondazione- e le cause più frequenti sono buche, strade sconnesse e segnaletica poco chiare, gli incidenti sulle strade extraurbane, invece, sono meno frequenti ma più gravi».
Duplice l’obiettivo del progetto itinerante «Black Point», che dopo la tappa milanese di ieri e oggi (una tensostruttura con materiale informativo è allestita ai giardini di via Palestro, angolo via Marina) toccherà il resto d’Italia. «Vogliamo fornire ai cittadini un servizio utile per conoscere i punti più pericolosi e prevenire gli incidenti - spiega Guidoni - In secondo luogo dare supporto alle pubbliche amministrazioni e agli enti competenti nell’individuazione delle criticità e nella risoluzione problemi. La nostra intenzione è di aprire una collaborazione con il Comune per mettere a disposizione della pubblica amministrazione la mappa del rischio a vantaggio della sicurezza dei cittadini».