Stop all’alcol dopo le due ma la Milano da bere si ribella

Alcuni gestori hanno ironizzato «impiccando» manichini fuori dai loro locali. Altri, invece, già da tempo si erano impegnati con campagne di sensibilizzazione ad hoc contro l'abuso di alcol, dimostrando che prima dei diktat esiste il buon senso dei titolari di locali pubblici. Oggi lo stop agli alcolici dopo le due, come prevede il nuovo decreto del governo, registra ovunque un coro di no.
«Siamo tutti arrabbiati - dice Marco Negri, titolare del Luminal, ritrovo glamour per eccellenza - questa legge avrà effetti devastanti. Come negare che aumenterà il consumo di alcool e la gente arriverà in discoteca già ubriaca, dopo aver bevuto a casa o per strada?». Negri solleva anche un altro problema: «Tanti onesti lavoratori rimarranno senza stipendio, le strade si riempiranno di bottiglie rotte, gli incidenti stradali non diminuiranno». La soluzione secondo la maggior parte dei gestori è quella di inasprire le pene, piuttosto che agire sul proibizionismo.
Antonio Coppola, titolare di Le Chandelier di via Broggi, legge il provvedimento come un invito ad abusare di altri tipi di sostanze che diano sballo. Anche lui punta subito il dito sui tagli che verranno fatti al personale. «Bisogna pensare a tutti gli imprenditori e alle persone che fanno divertire Milano - dice Coppola - il mondo della nightlife è un importante bacino di guadagno per la città e per gli stranieri che arrivano da noi. Il proibizionismo, poi, porta al mercato nero».
Neppure a Claudio Rizzelli di Le Banque, questo provvedimento piace granché: «Non si tiene conto che le persone, normalmente, cominciano già a bere alcolici dal momento in cui si siedono a tavola. Solitamente, l'arrivo in discoteca è previsto intorno alla mezzanotte, dopo la birra al pub e il saluto al locale di un amico per un cocktail. Arrivano qui con un tasso alcolico già elevato. Questa realtà continuerà ad accentuarsi e sarà solo una questione di coscienza individuale».
Proprio Le Banque era stato tra quei locali che nei mesi scorsi si sono impegnati autonomamente a portare avanti campagne contro l’abuso di alcol. In questo caso Le Banque offriva un servizio cortesia per accompagnare a casa i clienti che avevano alzato troppo il gomito. Il Dom Café, invece, da giugno applica sui bicchieri un avviso chiaro ed esplicito contro la guida in stato di ebbrezza «Troppo alcol uccide». Ben oltre è andato Il Covo di Jerry, ristorante specializzato in carne e finger food, che, prima del divieto, aveva pensato di dotarsi di un etilometro e di offrire la cena all’autista del gruppo, se a fine serata, il guidatore risultava sobrio. In questa direzione si è mosso anche il Luminal, che ha allestito un'«area di decompressione» con cappuccino e brioches.