Stop alle polemiche, inizia lo show

Stasera il concerto all’Olimpico. Il Vaticano non risponde all’invito

Paolo Giordano

da Milano

E vabbé. Buoni ultimi, sono arrivati anche i deputati della Margherita Enzo Carra, Renzo Lusetti e Donato Mosella che in una nota congiunta accusano Madonna di aver «intenzionalmente cercato uno scontro» e, vivaddio, annunciano di «scendere in campo per rivendicare il rispetto che è d’obbligo riservare al Papa» (che, come si sa, è stato invitato allo show).
Però ora stop.
Esaurite le solite polemiche pre-concerto, ora a scendere in campo è il pubblico che stasera farà la ola all’Olimpico alle prime note di Future lovers e magari, se saranno rispettate le consegne che frullano sul web, riempirà lo stadio anche di bandiere tricolori.
A dire il vero, già ieri il popolo di Madonna si è scatenato in giro per Roma. Nell’ordine: code davanti al Grand hotel St. Regis, dove però la popstar è arrivata solo a sera. Sentinelle in tutti gli altri cinque stelle per evitare depistaggi. Gruppuscoli di fans a Ciampino in attesa dell’aereo privato con famigliola a bordo. Accampamenti stile Woodstock all’Olimpico. Via Condotti addirittura intasata dopo che un fulmineo passaparola dava per certo lo shopping della diva da Prada e Damiani.
In realtà, quando la portavoce tuttofare Liz Rosenberg è arrivata al St. Regis, in tarda mattinata, Madonna era ancora a Londra, distante dalle note congiunte dei margheriti tanto quanto lo è stato il Vaticano, che non ha mai preso una posizione ufficiale e aspetta, com’è naturale, che il Tevere si porti via le parole inutili.
E così stasera andrà tranquillamente in scena quella che il promoter italiano Roberto De Luca ha definito «la più grande produzione del mondo» e quando, al sesto brano le luci illumineranno la scena madre della crocifissione di Madonna con la corona di spine della Cotters Church Supply (mentre alle sue spalle scorrerà l’invito a sostenere gli orfani del Malawi), l’evidenza toglierà definitivamente il detonatore alle polemiche. Mai così distante dalle provocazioni glamour come in questo momento, Madonna ha seguito con attenzione maniacale la preparazione di questo concerto. I numeri sono colossali e vanno ben oltre i sette cambi d’abito, i 4.000 cristalli Swarovski della cintura della diva o i trenta completi disegnati da Jean Paul Gaultier per questa tournée.
Insomma, lei e le cento persone che hanno preparato questo palco sono probabilmente riusciti a creare il perfetto pop show senza cadute di ritmo, intasato da effetti speciali ma pure da messaggi o inviti che difficilmente si trovano in altri spettacoli di questo tipo. In poche parole, il Confessions tour è una gioiosa macchina da guerra che inanella ventidue brani strafamosi, portati in scena da ventisei musicisti e ballerini tra i migliori in circolazione ed è così precisa da non lasciare troppi appigli neppure alle critiche. Insomma, il concerto scorre via agile proprio come Madonna ha fatto ieri sera all’hotel St. Regis, dove è arrivata alle 20 in punto con il marito Guy Ritchie. In strada c’erano ancora circa trecento fedelissimi che non l’hanno neanche notata. Lei è entrata dall’ingresso laterale, in pantaloni bianchi e borsa a tracolla, così veloce che per vederla bisognerà proprio aspettare la prima canzone di stasera all’Olimpico.