Stop al «cencellismo» Così gli Ambrogini torneranno a essere una benemerenza

Pur con troppe polemiche pretestuose e qualche caduta di stile, anche questo 7 dicembre ha visto insigniti delle massime onorificenze cittadine personalità e realtà associative di livello. Ma ha ragione Carlo Maria Lomartire nello spronarci a fare ancora meglio. Ne approfitto per rilanciare e proporre una riforma possibile. Per prima cosa istituiamo un Premio «Eroe meneghino» per dare il giusto riconoscimento a quei cittadini che si sono distinti per atti di coraggio. Abbiamo doverosamente onorato la memoria di Primo Romeo Priotto, il ferroviere che ha perso la vita salvandola a due bambini che stavano annegando e la storia di Eddy Gardner ridotto in fin di vita dagli spacciatori per il suo impegno anti-droga. Che dire allora del vigile che durante un inseguimento è rimasto gravemente ferito o del cittadino che ha salvato un ragazzo disabile che stava subendo uno stupro da un clandestino in Centrale? Esempi di eroismo civile che Milano dovrebbe riconoscere fuori dalla logica delle appartenenze politiche. In secondo luogo dovremmo istituire il Premio «Milano capitale del volontariato» con il quale premiare ogni anno le 10 associazioni che si sono maggiormente distinte nell'aiuto a chi soffre e nel contempo rivendicare un primato della nostra città. Infine assegniamo dieci medaglie d'oro ai cittadini che si sono distinti con il loro impegno nel raccontare Milano e nel valorizzarne le eccellenze. In un'Italia in cui persino il Festival di Sanremo sembra trovare il coraggio di rinnovarsi, premiare il prossimo 7 dicembre gli eroi per caso, le associazioni di volontariato benemerite e le dieci migliori energie della città sarebbe il miglior modo per restituire a noi tutti un po' di orgoglio ambrosiano, per sottrarre la buona politica dall'accusa di «cencellismo» e per togliere un po' di aria a chi ogni anno cerca di avvelenare Sant'Ambrogio per ravvivare la propria pallida tempra politica.
*Capogruppo An Comune di Milano