«Stop alla cooperazione se il mondo arabo non reagisce»

O tutti i Paesi del Mediterraneo si uniscono alla lotta contro il terrorismo o questo progetto non può proprio andare avanti. Frasi perentorie quelle pronunciate ieri mattina a Palazzo Mezzanotte in occasione della terza edizione della conferenza annuale del Laboratorio euro-Mediterraneo.
Positivi i bilanci di FieraMilano e delle Ferrovie dello Stato, presentati dai presidenti Luigi Roth ed Elio Catania. Il capoluogo lombardo rientra nelle prime dieci città globali, al pari di Parigi e Tokio e, prima, di Los Angeles. Ma questo non basta. «Noi tutti - afferma perentorio il presidente Roberto Formigoni - non possiamo procedere in questo progetto se non arriva una condanna forte e netta da parte di chi appartiene al mondo islamico, perché sappiamo che vi fanno parte persone con valori forti che si oppongono alle frange estremiste». «Alcuni gruppi radicali - aggiunge il sindaco Gabriele Albertini - hanno portato morte e devastazione: dobbiamo condannare questa forma di barbarie. Solo così potremo condividere questo spazio comune in pace e armonia». Intervento secco anche da parte del ministro degli Esteri Gianfranco Fini che fa sapere, in un comunicato, l’impossibilità di continuare su questo lavoro «senza aver respinto prima la minaccia del fondamentalismo e del terrorismo contro i nostri cittadini inermi».
Per tutta la mattinata si è parlato di sviluppo e integrazione. Su tutti i fronti: economico, politico, socio-culturale e religioso. «Una metropoli come Milano - spiega Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio - non si può chiamare fuori a questo progetto di libero scambio». Una responsabilità verso tutto il Paese, continua Sangalli, «in quanto frontiera della modernità e dell’innovazione». L’Italia detiene il 20% degli scambi con gli Stati del Mediterraneo, la Lombardia il 5. Proprio per questo, «i nostri propositi - conclude Formigoni - sono la pace e lo sviluppo economico e sociale della fascia sud del Mediterraneo affinché questo mare torni a essere un grande crocevia». La creazione di un’area di prosperità e sicurezza diventa, così, una priorità per tutta l’Europa. «La diminuzione del divario fra i popoli - fa sapere Fini - è un obiettivo che perseguiamo con forte determinazione» per poter realizzare «un partenariato organizzato e profondo sulla base di intenti comuni». Positive le risposte degli invitati. Mentre l’ambasciatore algerino Reguieg Mokhtar spiega che «il terrorismo va sempre condannato in maniera unanime», il ministro dell’Economia siriano Amer Lutfi afferma che «occorre cercare la giustizia attraverso il dialogo» e non con gli atti terroristici «che nuociono ai rapporti tra Paesi».