Stop dell’opposizione alla revisione degli estimi catastali. Ma a destra esplode la «bagarre»

La scottante questione della revisione degli estimi catastali arriva in I Municipio. «Questa mattina (ieri, ndr) in un clima incandescente - spiegano Federico Mollicone e Stefano Tozzi, capogruppo e consigliere di An in I municipio -, si è svolto il Consiglio municipale con all’ordine del giorno una mozione presentata inizialmente dalla Margherita e dall’Udeur e sottoscritta anche da An che chiedeva oltre alla proroga, già concessa al 31 dicembre, del ricalcolo degli estimi catastali, anche la messa in discussione della retroattività ai 5 anni precedenti». «Dopo aver sollevato dei casi di conflitto di interesse sia dell’Udeur che della Margherita - continuano i due -, An è divenuta l’unica firmataria dell’odg che è stato votato e approvato solo dall’opposizione mentre la maggioranza “fuggiva” dall’aula». Tozzi e Molliconi parlano infine di «un grande risultato che impone al Comune di intervenire a tutela di quei residenti, soprattutto anziani e fasce deboli, che in questi giorni vengono letteralmente terrorizzati dalla lettere di una società privata che sollecita il pagamento in maniera minacciosa entro il 31 ottobre. L’esito dimostra inoltre lo stato di sfaldamento della maggioranza di fronte all’opposizione determinata ed efficacia come quella di An e Fi».
Polemica «La Destra»: «An non ha voluto firmare la mozione presentata dal nostro consigliere Augusto Caratelli - denuncia il portavoce romano, Fabio Sabbatani Schiuma e il presidente del comitato politico, Livio Feliciani - sottoscritta da Fi sulla revisione da parte del Comune degli estimi catastali nei rioni del I municipio. Non capiamo il perché e non vorremmo si trattasse di uno stupido pregiudizio politico. La mozione di Caratelli, oltre ad aver messo in fuga la maggioranza di centrosinistra che in tal modo ne ha impedito la votazione, contiene proposte vere e condivisibili come l’eliminazione della retroattività dell’imposizione, la riduzione del 50 per cento in tutti i municipi a partire dal I, riducendo al 2,4 per cento l’Ici sulla prima casa, e il congelamento della delibera comunale per almeno 6 mesi in attesa del censimento anti evasione dei locali commerciali, a partire dal rione Esquilino». «Ci siamo opposti - concludono i due esponenti de La Destra - all’ennesima disparità di trattamento tra italiani e cinesi, laddove ai primi vengono chiesti soldi, mentre i secondi sono esentati dal Comune. Ribadiamo quindi il nostro sconcerto di fronte alla posizione di An».