Stop al digiuno Polemica tra Ferretto e An: caso chiuso

Silvia Ferretto non fa più lo sciopero della fame. «Obiettivo raggiunto» fa sapere il consigliere regionale del gruppo misto. Digiuno sospeso perché «finalmente, grazie alla risposta pervenutami dalla direzione nazionale di An ho la possibilità - se non di ottenere giustizia - almeno di difendermi in ogni sede». Nella risposta citata da Ferretto si segnala, tra l’altro, che l’allontanamento da An è avvenuto «per l’indebito rifiuto di appartenere al gruppo di An nel quale partito dice di voler militare, per restare, invece, nel gruppo misto, fonte di oggettivi vantaggi economici» ovvero «usufruire di contributi che, nei cinque anni di incarico da consigliere, ammontano circa a un milione di euro, oltre al normale emolumento». Motivazione che il consigliere Ferretto respinge mentre chiede di conoscere «i firmatari» di questa comunicazione «al fine di potermi rivalere anche in sede civile per il grave danno all’immagine causato dalle menzogne presenti» e rivela che non si è mai riunita la direzione nazionale. Ferretto ricorda poi «non sono stata io ad andarmene dal gruppo» bensì «La Russa a cacciarmi per reato di lesa maestà».