Lo stop forzato di Samp e Genoa

Genoa e Samp continuano la preparazione in attesa dei match contro Udinese e Vicenza. Novellino, dopo la rifinitura di sabato, ha concesso due giorni di riposo alla squadra, mentre anche Gasperini, fedele ad una sfida che comunque dovrà essere disputata sempre il sabato pomeriggio, ha radunato ieri la truppa al campo di Pegli. Chiaramente lo stop al campionato dopo la tragedia del derby tra Catania e Palermo ha obbligato le società a stravolgere completamente i loro piani.
Dal punto di vista strettamente calcistico lo stop ha portato molti disagi e qualche beneficio: Novellino potrà recuperare Sergio Volpi, Gasperini avrà più tempo per amalgamare la nuova squadra dopo il mercato di gennaio. Altrettanto vero è che nessuno si sarebbe augurato un epilogo del genere, oltre al fatto che la preparazione dovrà essere stravolta, e che anche le amichevoli in programma potrebbero saltare. Le due società attendono comunicazioni e la Sampdoria potrebbe anche essere costretta a chiedere il via libera per l'amichevole già organizzata per la prossima settimana in Libia contro la rappresentativa locale. In linea teorica infatti in questi giorni in cui il calcio è chiuso per lutto è possibile organizzare solo partitelle contro le giovanili del proprio club (anche il Torneo di Viareggio, a cui la Sampdoria avrebbe partecipato dopo molti anni, è stato sospeso per le squadre italiane).
Nel frattempo la formazione blucerchiata riprenderà gli allenamenti questo pomeriggio a Bogliasco, dopo il giorno di festa concesso in via eccezionale dal tecnico: «Ho passato una domenica in famiglia - racconta Francesco Flachi - ma non è bello restare a casa in questa situazione. Speriamo che stavolta cambi davvero qualcosa, ma non sono d'accordo sul fatto di giocare a porte chiuse le prossime giornate. Sarebbe l'opzione più brutta, il calcio non è tale senza spettatori. Allora meglio stare fermi. Bisognerebbe prendere a modello il calcio inglese, la loro politica, i loro metodi. Lo stadio in Inghilterra è il divertimento di tutta la famiglia, da noi si rischia sempre».
Anche l'amministratore delegato Beppe Marotta è d'accordo per far ripartire il calcio, dopo il periodo di stop deciso da Lega e Figc dopo la tragedia del poliziotto ucciso: «Era giusto fermarsi - ha detto il dirigente blucerchiato - e ora è giusto ripartire, è sbagliato che per alcuni delinquenti ci debbano rimettere milioni di onesti tifosi».
Dello stesso avviso anche il neoacquisto rossoblu Galeoto: «Da siciliano mi dispiace particolarmente per quello che è successo. Sono addolorato per la famiglia del poliziotto e trovo triste tornare a parlare di calcio. Occorre una risposta ferma davanti a questo genere di situazioni; punire i responsabili con tanta galera perché non si può essere indulgenti».