Stop al piano urbanistico Pisapia: «Un passo avanti» (che ci costa tre miliardi)

Il sindaco Pisapia lo definisce «un passo avanti» ma di fatto il piano di governo del territorio verrà bloccato. Per avere il suo Pgt la città dovrà aspettare almeno un anno. Il danno economico è enorme: in base a una stima ipotizzata dai tecnici del Comune un anno fa, uno stop del piano avrebbe provocato una perdita di tre punti di Pil (solo gli investimenti per l’housin sociale valgono 2,6 miliardi). La giunta ha deciso di riprendere in mano il documento approvato dalla squadra Moratti e lo correggerà ripartendo dalle osservazioni presentate da enti e cittadini. Un malloppo di quasi 5mila indicazioni. L’obbiettivo è di portare il piano in aula entro al fine dell’anno. Alla fine, sulla linea moderata e prudente del Pd è prevalsa quella strong e più aggressiva dell’assessore all’Urbanistica Lucia De Cesaris. Che ha voluto revocare la delibera di approvazione del pgt. Il capogruppo Carmela Rozza non nasconde la sua «preoccupazione». «Parlo di passo in avanti - spiega Pisapia - e non di un passo indietro: ci sono due ricorsi al Tar che avrebbero allungato i tempi molto di più. Assicuro che non bloccheremo la città e non paralizzeremo l’attività immobiliare». Uno dei due ricorsi riguardava, appunto, il modo in cui erano state raggruppate le osservazioni sul piano. Non verrà scritto un nuovo documento ma verrà sistemato quello esistente in base alle indicazioni dei cittadini. «Vogliamo seguire anche in questo il modello della democrazia partecipata».