Stop a rumore, caos e viavai Il quartiere ricomincia a vivere

Via Volturno 33: cinque giorni prima dello sgombero. Il centro sociale è in piena attività. Sulla vetrata a piano terra campeggia un grande lenzuolo rosso con la scritta nera: «Spazio ai bi-sogni». È firmato Asso, il collettivo che per tre mesi ha abitato illegalmente lo storico palazzo di otto piani. In cinquanta hanno vissuto, mangiato e studiato nella struttura di proprietà della Pirelli. Hanno allestito laboratori, internet point, biblioteche, persino un cinema e un teatro. Con l’obiettivo di resistere, «a costo di costruire barricate e di scontrarci con i celerini. Questo posto è nostro - giuravano - e non intendiamo lasciarlo».
In effetti, dal 28 aprile i giovani vivevano a costo zero. Nessuna spesa di alloggio, nessuna spesa di elettricità: «Quando siamo entrati - raccontava uno degli studenti -, abbiamo trovato la luce già allacciata».
In attesa dello sgombero si erano organizzati. Su blog e forum circolavano messaggi che invitavano alla resistenza, a partecipare «alle azioni di solidarietà e non il più possibile». E avvertivano che, all’interno dell’assemblea interna, era «cresciuto un gruppo che fa parte della rete nazionale degli studenti anarchici».
«Sappiamo di commettere un reato - si giustificava un membro del collettivo -, ma il nostro obiettivo è mettere in evidenza un problema che riguarda tutta la città, cioè gli affitti troppo alti che non permettono a tanti ragazzi di studiare a Milano. Questo studentato è un’alternativa a stanze che possono costare fino a 500 euro».
La convivenza con il quartiere non è sempre stata facile. A dare fastidio era soprattutto il rumore, specialmente di sera quando venivano organizzate feste e manifestazioni. «Alcuni residenti si lamentavano del continuo via vai dei ragazzi - racconta Roberto Clerici, consigliere di Fi in zona 9 -. Nonostante il quartiere sia abbastanza tollerante, il malcontento cominciava a crescere». La conferma arriva dai diretti interessati: gli abitanti dell’Isola. «Ultimamente stava succedendo di tutto - spiega Ivan Torresani, titolare di una tabaccheria in via Volturno -. La gente si lamentava soprattutto per il rumore». Conclude Claudio Letizia, proprietario di una panetteria: «I ragazzi organizzavano spesso feste e proiezioni. Quindi il caos era notevole». Fino a ieri mattina. Da oggi i residenti di via Volturno possono dormire sonni tranquilli.