Stop a «Svendopoli»? C’è il trucco

Uno stop a «svendopoli», ma con il trucco. Qualcosa non quadra nel provvedimento con cui, il 12 ottobre scorso, la giunta Marrazzo ha bloccato per 2 mesi la svendita delle case di pregio del patrimonio Ater. Almeno secondo il capogruppo dei Socialisti riformisti Donato Robilotta che, per porre fine allo scandalo, ha presentato una proposta di legge - la 332 del 22 ottobre - che prevede l’alienazione degli immobili dell’ex Iacp a prezzi di mercato, salvando il diritto di rimanere in affitto per gli inquilini in regola. E ora il dibattito entra nel vivo: ieri la prima riunione con le audizioni delle Ater e l’illustrazione delle proposte. Giovedì, sempre in commissione, inizierà la discussione nel merito. Intanto Robilotta ha scritto al presidente dell’Ater capitolino, Luca Petrucci: «Nel leggere la delibera della giunta regionale, in merito alla sospensiva della vendita delle case popolari nelle zone di pregio, mi vengono molti dubbi. Diversamente da quanto annunciato, la delibera non fa più riferimento a tutte le zone di pregio ma solo alle zone che il comune di Roma ha delimitato nel Prg vigente come zone di tipo A e B1». Invece di A e B. Un particolare fondamentale quest’ultimo perché, come spiega Robilotta, «significherebbe escludere quasi tutta la zona di Prati, il Flaminio, Testaccio: cioè le zone di pregio dove è concentrata la maggior parte delle case popolari che hanno un alto valore». Basti pensare che nei prossimi tre anni solo a Testaccio è in programma la vendita di 1.100 di questi alloggi. E che in Prati gli immobili sono stati alienati a 100mila euro contro un valore di mercato superiore al milione. «Non so se si sia trattato di una sbaglio voluto o capitato - continua Robilotta - fatto sta che questa versione delle zone di pregio rischia di diventare una beffa, nel senso che la svendita del patrimonio immobiliare potrebbe continuare, per cui quando nei prossimi giorni metteremo mano alla modifica della legge regionale 28 dicembre 2006 n. 27 i buoi potrebbero essere già scappati». Infine l’appello rivolto al numero uno dell’Ater Petrucci: «Invito te e il cda, nella autonomia dell’ente, a sospendere la vendita delle case in tutte le zone di pregio, nelle more della modifica della legge regionale che dovrà riguardare non solo le modalità di vendita e di affitto, ma anche una delimitazione più puntuale delle zone definite di pregio. Il mio auspicio è che possiate prendere questa decisione nel primo consiglio di amministrazione utile». Prima cioè che le spaccature in seno alla maggioranza diventino ancora più evidenti. Perché se l’opposizione si batte compatta contro “svendopoli”, la maggiopranza è divisa tra i favorevoli al dialogo per modificare la normativa e chi, per timore di perdere voti, teme lo stop delle cessioni a prezzi d’occasione nei rispettivi feudi elettorali.