Storace: abbatteremo gli uccelli pericolosi

Attivato il numero verde per le emergenze. L’infezione si espande nei Balcani, mentre la Grecia effettua test su due casi umani sospetti

Francesca Angeli

da Roma
Stato di allerta ma non di allarme né di pericolo per l’uomo. E dunque per il momento non è previsto l’abbattimento di animali selvatici o d’allevamento. Il ministro della Salute, Francesco Storace, vola in Sicilia, Calabria e Puglia dove sono stati ritrovati i volatili affetti dal virus H5N1, quello altamente patogeno e dunque potenzialmente più rischioso per l’uomo. E come primo provvedimento stringe la mano a Catino Alfio La Rosa, l’uomo che ha trovato il cigno ammalato. Un gesto volutamente rassicurante: non esiste al momento alcun rischio di passaggio del virus dall’animale all’uomo. «Ai cittadini consiglio di stare sereni perché le istituzioni ci sono e stanno lavorando», dice Storace che al momento teme sì una pandemia ma di natura «mediatica». In Sicilia la notizia dei cigni morti ha già scatenato la psicosi, i consumi di pollame precipitano quando in realtà, insiste il ministro, «non c’è alcuna ragione di farsi prendere dal panico».
Le dichiarazioni di Storace, che oggi aggiornerà la Camera sul rischio aviaria, sono autorevolmente avvalorate da un diluvio di riconoscimenti che sono piovuti sul governo e in particolare sul titolare della Sanità negli ultimi due giorni. L’Organizzazione mondiale della sanità giudica «estremamente efficiente» la reazione dell'Italia tanto da consigliare gli altri paesi di prendere come modello l’organizzazione messa a punto sul territorio da Storace. E in effetti le misure introdotte sabato scorso dall’Italia (l’istituzione di un’area di protezione e sorveglianza per dieci chilometri dal punto di ritrovamento degli uccelli malati, controlli negli allevamenti a campione e blocco della movimentazione di carni ed animali vivi) sono state oggi confermate da Bruxelles con una decisione comunitaria. La Ue dunque segue l’Italia e anche la Commissione europea si dice convinta del fatto che non ci siano motivi panico. Positivo pure il giudizio di Juan Lubroth, esperto del Dipartimento produzione e salute animale della Fao: le misure adottate dal governo italiano sono «estremamente efficaci» e «costituiscono un esempio da seguire». Persino il Wwf si complimenta con Storace che ha posto un freno alla psicosi del «selvatico» e piena condivisione della tempestività e dei contenuti dell’iniziativa del governo. Complimenti al ministro per il suo operato arrivano anche dal premier Silvio Berlusconi.
Nonostante la tempestività degli interventi al call center 1500 attivato per rispondere all’emergenza sono arrivate in un giorno oltre 3mila chiamate segno della preoccupazione dei cittadini.
Storace comunque è pronto a prendere misure ancora più severe se se ne dovesse presentare la necessità, ordinando eventualmente anche l’abbattimento degli animali. Per il momento gli animali infettati dal virus H5N1 restano 6. Sono però state ritrovati altri uccelli morti che sono stati subito sottoposti agli esami di rito. «Prima di tutto occorre stabilire, sulle carcasse che vengono rinvenute, se c'è il virus o meno. - dice il ministro- Poi c’è l’estensione delle zone di sorveglianza e di protezione affinché si possa fare un censimento e un controllo a campione nell’ambito dei tre chilometri dal ritrovamento dell’animale infetto, quando c'è il virus H5N1, di tutte le aziende, gli allevamenti, i pollai, facendo prelievi a campione sul sangue». Man mano la zona monitorata si allarga da sette fino a dieci chilometri. Sull’eventualità di dover abbattere uccelli selvatici si è espressa in senso contrario anche la Ue: la Commissione europea non accetterebbe una tale misura in quanto «inefficace e impraticabile», dicono gli esperti europei.Storace per il momento frena ma assicura che «in condizioni di pericolo ci sono situazioni nelle quali, a cura dei servizi veterinari, sarà disposto l'abbattimento dei volatili».
La situazione è dunque sotto controllo in Italia ma intanto il virus si diffonde nei Balcani. Grande preoccupazione in Grecia in seguito al ricovero di due giovani. Il sospetto è che abbiano contratto il virus anche se per il momento i test risultano negativi.