«Storace? Basta coi nomi di fantasia»

Rita Smordoni

Fabio Sabbatani Schiuma, vicepresidente del Consiglio comunale, che di Francesco Storace è considerato il delfino romano, non ha dubbi: «Non mi risulta che il ministro della Salute sia stato consultato o abbia espresso questa intenzione di candidarsi a sindaco di Roma. Inoltre, per candidarsi, Storace dovrebbe lasciare il ministero, dove sta lavorando molto bene. Non mi sembra verosimile che abbandoni tutto di punto in bianco per affrontare una campagna elettorale su Roma».
Ma perché contestare a Forza Italia di averlo proposto, come fosse un’invasione di campo? Nel 2001 non fu proprio il governatore del Lazio a indicare Antonio Tajani per il Campidoglio?
«Certamente. Ma Storace perlomeno si era consultato con Tajani prima di proporlo... Sono un grande estimatore di Tajani, ma non è il momento di lanciare nomi di fantasia».
Dovreste fare chiarezza pure al vostro interno, però: Baldi accusa Alemanno, e gli esponenti romani del governo, di aver dimenticato la capitale.
«Non do molto peso alle parole di Baldi. Io all’Hilton ho detto le cose che avevo da dire contro il governo di fronte a 5mila persone (nel dicembre 2003, ndr). Non so lui dove fosse. Nel governo c’è anche chi ha lavorato bene. E Alemanno è uno di questi. Quella di Baldi è solo facile demagogia».
Invece la sua ricetta restano le primarie?
«Ognuno indichi i suoi, e vinca il migliore».
Proviamo a tracciare l’identikit del candidato ideale?
«Dev’essere uno che conosce bene i problemi del territorio, che sappia stare fra la gente. Dobbiamo fare la campagna elettorale dal vivo. Non come Veltroni che la fa solo sui giornali. Serve uno che abbia la capacità di girare Roma in lungo e in largo. Alemanno, che è pure un ottimo scalatore, mi pare la persona più adatta».
E gli altri? Baccini, ad esempio?
«Esiste anche la carica di vicesindaco, per vincere serve una squadra al completo, con tutti i ruoli coperti».
Ha in mente una data per le primarie?
«Prima possibile. La campagna elettorale a Roma deve iniziare già ad ottobre. Fra un paio di settimane Radio Cuore Tricolore ha intenzione di lanciare un sondaggio. L’emittente riaccenderà i microfoni il 15 settembre sulla nuova frequenza».
Ancora non si sa con certezza, però, se l’avversario sarà Veltroni...
«Ma noi non dobbiamo rincorrere gli altri. A noi basta denunciare il degrado della città. Dai campi nomadi all’Ici alle stelle alle buche stradali. L’Unione faccia la sua corsa con i leader che vuole. Non ci interessa».
Con quali altre forze politiche ritiene, invece, che dovrà correre a Roma la Cdl?
«Penso al Trifoglio, che potrebbe colmare con successo la pochezza di Alternativa sociale nell’elettorato di destra».
E Alessandra Mussolini?
«Con lei ormai parlo solo tramite gli avvocati».