Storace: «È buffo pensare che Casini non l’avesse con noi»

Francesco Kamel

da Roma

A Francesco Storace, ministro della Salute ed esponente di An, non è proprio piaciuto l’intervento di Pierferdinando Casini alla festa dell’Udeur. «È giusto - ha commentato Storace - che Casini rinfacci a Romano Prodi i giudizi su una stagione politica che lo ha visto protagonista. Ma è intollerabile che il presidente della Camera rispolveri un lessico inaccettabile verso la destra. Anche perché - ha aggiunto il ministro della Salute - non può certo chiederci nostalgie di un tempo i cui debiti paghiamo oggi e che spiegano le difficoltà economiche del Paese, quello del centro che sperperava quattrini in cambio di voti». A questo punto, Casini ha telefonato a Storace per un chiarimento: il giudizio storico-politico sul fascismo e sul comunismo, esposto alla festa dell’Udeur «non ha niente a che fare con la valutazione positiva sul coraggioso cammino che An, da Fiuggi a oggi, ha intrapreso sotto la guida del suo presidente Gianfranco Fini».
Onorevole Storace, l’ha convinta la spiegazione di Casini?
«È innanzitutto importante che ci sia stato un chiarimento e che Casini abbia detto che nel suo intervento non ce l’aveva con An. Per la verità a Telese non era stato altrettanto chiaro. Invece su questi argomenti bisogna essere sempre molto attenti».
Come è andata la telefonata? Casini si è scusato?
«Non si è scusato, ma ha chiarito il senso delle sue frasi evidenziando che non voleva attaccarci. A un certo punto Casini mi anche chiesto: “Ma Francesco, tu sei fascista?”».
E lei cosa ha risposto?
«Gli ho ricordato che alle elezioni regionali avevo contro Alessandra Mussolini».
Ma allora a Telese con chi ce l’aveva il leader dell’Udc?
«È davvero buffo pensare che ce l’avesse con qualche altro».
Si dice che Gianfranco Fini ci sia rimasto malissimo.
«Ci siamo rimasti male tutti: il leader, il partito, l’elettorato. Anche perché questo è un vecchio retropensiero».
Cos’altro non la convince dei giudizi storici del leader dell’Udc?
«È necessario ricordarsi che quando c’era il centro, quella grande stagione democristiana che molti rimpiangono, c’era una spesa pubblica incontrollabile che adesso stiamo pagando, i voti comprati e tante altre cose».
Secondo lei qual è la partita che sta giocando l’Udc? E quali sono i reali obiettivi?
«Casini vuole prendere il posto di Silvio Berlusconi. Oppure vuole costruire un terzo polo. Delle due l’una».
Nel momento in cui l’Udc mette in discussione la leadership di Berlusconi, arriva una polemica contro Fini e il suo partito. È un attacco per indebolire un possibile avversario nella successione al premier?
«Lo vedo come un attacco spiacevole punto e basta».
C’è il rischio che con questo tormentone sul Grande centro la destra italiana sia rimandata ai margini del sistema politico?
«Mi sembra che ci sia il rischio che l’Italia venga emarginata sulla scena internazionale».
E il bipolarismo?
«Il bipolarismo è un dato acquisito. Il terzo polo è argomento interessante solo all’interno dei palazzi della politica».
La questione della leadership del centrodestra è definitivamente archiviata o semplicemente congelata in attesa delle primarie dell’Unione?
«Dobbiamo vivere giorno per giorno. Ma io dico di concentrarsi sulle elezioni perché una vittoria non è un’impresa disperata. Alle elezioni regionali tutti mi davano come candidato favorito, invece poi è andata come è andata. Per questo dobbiamo solo concentrarci e preparare le elezioni».
È realmente possibile varare una riforma elettorale in senso proporzionale?
«No, perché non la vuole l’opposizione e non la vuole il presidente Carlo Azeglio Ciampi».