Storace: «Cominciamo subito a darci da fare»

In una serata di calda estate si prepara l’autunno caldo della destra romana. Capita così che il ministro della Salute Francesco Storace, l’altra sera, finiti i lavori del Consiglio dei ministri, vola alla Storta, periferia nord della capitale, dove le ruspe della sinistra buttarono giù le case dei famosi abusivi. Proprio lì la destra cavalcò la protesta degli abitanti locali per fermare le implacabili ruspe ghiotte di case popolari prese di mira dal Campodoglio, allora guidato da Francesco Rutelli. Lo stesso Storace sollecitò il prefetto e il questore per sospendere le demolizioni. Da allora sono passati sei anni. Da quella protesta nacquero consensi e un circolo di An. Lo stesso che venerdì scorso ha organizzato una serata con oltre cento persone. A scegliere il luogo il vicepresidente del Consiglio comunale Fabio Sabbatani Schiuma, proprio lui fu tra i protagonisti della «resistenza» alle ruspe, nel lontano 1999. Tra gli invitati anche il consigliere regionale Francesco Aracri, assessore defenestrato proprio da Storace, poi riappacificatosi con lo stesso. «Veltroni si può sconfiggere e comunque la battaglia va combattuta - rilancia Storace -. E allora ricominciamo subito, visto che la nuova Giunta Marrazzo inizierà a lavorare solo da metà settembre: ora hanno tempo solo per litigare e per aumentare gli stipendi ai loro consulenti. Noi pensiamo alla gente e alle loro necessità».