Storace: «I volatili morti non vanno toccati»

Nelle aree a rischio vietata la caccia agli uccelli selvatici nel raggio di 10 km dal focolaio

Emanuela Fontana

da Roma

Non toccare animali morti, lavarsi sempre le mani e fare la stessa cosa con i vestiti in caso di contatto. Il ministro della salute Francesco Storace ribadisce che non c’è pericolo per l’uomo dal virus dell’aviaria confermato sabato anche in Italia. Il numero degli animali infettati è fermo a cinque, ma è salito a 22 il numero di cigni morti, su cui sono in corso le analisi, con un nuovo caso dubbio in Provincia di Pescara. Sei cigni sono stati abbattuti a Barcellona, in provincia di Messina. Soprattutto è partita la macchina informativa del ministero per dare tutte le comunicazioni necessarie ai cittadini.
Ieri l’unità di crisi si è riunita di primo mattino a Trastevere per oltre quattro ore, presenti i delegati di Sicilia, Puglia e Calabria, le regioni dove è scattato l'allarme. È stata disposta l’immediata attivazione, a partire da oggi, di un numero verde, 1500, a cui i cittadini possono porre domande sul virus H5N1 e sulle precauzioni da prendere se si è a contatto con volatili. L’appello di Storace ai cittadini è: «Non toccate volatili morti. Non fate come quella donna in Abruzzo che dopo aver trovato un cigno morto lo ha messo in un sacco per portarlo ad analizzare». Sono misure preventive, perché «non c’è da preoccuparsi - ha chiarito il ministro al termine della riunione degli esperti - per la salute dell’uomo, non c’è pericolo di contagio da animale a uomo». Le tre regioni hanno chiesto di rinforzare il servizio veterinario, e Storace ha dato rassicurazioni chiarendo che c'è già un fondo previsto dalla Finanziaria che consente l’assunzione di trecento persone. Ma potranno scattare anche decreti ad hoc: il ministro ha garantito che gli allevatori che dovessero essere colpiti dal virus H5N1 potranno ottenere un rimborso dallo Stato come è previsto anche in caso di altre epidemie animali.
L’unità di crisi ha scritto un vademecum che verrà inviato a tutte le Regioni e quindi a tutti i sindaci e in cui viene indicata la procedura da seguire di fronte all’emergenza aviaria. Il ministro ha tranquillizzato sul fatto che il pollame domestico «non corre rischi», ma tra le istruzioni ai cittadini c’è la disposizione di «chiedere l’intervento dei servizi veterinari delle Asl o dei vigili del fuoco. In caso ci contatto con i volatili è necessario adottare le normali norme igieniche e lavare gli indumenti e gli altri oggetti potenzialmente contaminati». Le zone di Sicilia, Puglia e Calabria dove sono stati trovati gli animali malati o sospetti sono state cerchiate con due anelli di sicurezza dall’unità di crisi: uno di tre chilometri, dove verranno svolti controlli campione sugli animali domestici e dove è disposta la rigorosa separazione del pollame dagli altri animali, e uno di sette, denominata area di sorveglianza. In un raggio di dieci chilometri è invece vietata la caccia agli uccelli selvatici. Il numero verde sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, mentre sul sito Internet del ministero viene riportata una situazione aggiornata sul virus nel mondo, sui casi umani e su eventuali sintomi negli animali selvatici, con la precisazione che fino ad ora non è stata documentata nessuna possibilità di contagio attraverso il cibo (carne cotta e uova).
Oggi Storace sorvolerà la Sicilia in elicottero seguendo le rotte degli uccelli migratori e atterrerà a Catania, dove sono chiamati a rapporto l’assessore alla sanità Giovanni Pistorio e i responsabili dell’ispettorato veterinario regionale e dell’istituto sperimentale profilattico di Palermo, dove sono in corso le analisi su un cigno reale trovato morto sabato a Capo Passero. Oltre alle analisi sui cigni, si stanno aspettando gli esiti degli esami anche sui alcune galline trovate morte a Gela.