Storace risponde alla Quercia: «Fassino pensi alla Campania»

«Ci sono candidati sui quali pende un ordine di cattura. Non ci hanno spaventato le pallottole negli anni ’70, non ci cancelleranno neanche stavolta»

da Roma

«Francesco, ripensaci, è meglio se resti. In fondo non c’è stato nessun pronunciamento della magistratura». Il premier ci ha provato fino all’ultimo a trattenerlo al governo. «Le sue parole mi hanno fatto molto piacere. Ma io gli ho detto: “Grazie Silvio, però io sono un uomo di destra che preferisce l’onore alla carica e ai suoi privilegi”». Così, d’accordo con Gianfranco Fini, Storace ha deciso di andare fino in fondo, perché quel passo indietro era necessario per cercare di salvare il partito. Ha riunito i direttori generali della Salute per l’ultimo saluto con i lacrimoni, ha preso carta e penna e ha ufficializzato al capo dello Stato le dimissioni. Una lettera breve e con molti ringraziamenti al capo dello Stato «per come ha premurosamente seguito l’attività del ministero». Poche ore e il presidente ha firmato il decreto: l’interim viene assunto da Silvio Berlusconi.
Ora che è fuori, Storace prova pure a sdrammatizzare. «Ieri - dice intervenendo a un convegno di donne di An - sera ero a Nuoro e il candidato Murgia mi ha fatto trovare una cena a pane e acqua. Adesso qui vedo l’avvocato Buongiorno. Bene, la prenoto. Mi difenderò, anche se per la verità nessuno mi ha ancora accusato». E se la prende con Piero Fassino. «C’è del marcio a destra - ha detto il segretario dei Ds -. Le inchieste devono restare fuori dalla campagna elettorale, però la vicenda Storace non si può ignorare perchè entra direttamente dentro la politica». La replica dell’ex governatore è veemente. «Noi possiamo guardare la gente a testa alta. Fassino deve sciacquarsi la bocca prima di dire che An si deve ripulire. Nelle loro liste in Campania c’è l’ex sindaco di Salerno, su cui la magistratura ha chiesto l’ordine di cattura. Sono loro ad aver problemi a presentarsi davanti alla gente. Io non sono il colpevole, sono la vittima di un attacco di straordinaria faziosità, di un complotto. Non ci hanno spaventato le pallottole degli anni di piombo, non ci cancelleranno neanche questa volta. Noi non prepariamo dossier, facciamo comizi».
Fini però corregge in parte questa linea dura. «Ciò che è successo a Francesco è vergognoso, ma io non credo alle manovre e ai complotti. Penso che sia giusto dire che alzare i toni serve alla sinistra che vuole far fuggire quegli elettori indecisi che credono ancora che la politica possa dare risposte ai problemi, una fetta di gente che può essere decisiva. Qui c’è il tentativo di di mettere in difficoltà l’intero governo e una comunità politica». Storace «ha tutto il diritto di difendersi» e An «non vuole finire sul banco degli imputati». Ma Alleanza nazionale, spiega il vicepremier, vuole mantenere la calma: «Non ci faremo trascinare nella logica della rissa, del colpo su colpo, della delegittimazione degli altri. Se la campagna continua con questi toni, gli italiani faranno presto a dire “non vado a votare”. E se cresce la fascia degli astenuti, se si spaventano i moderati, per noi è difficile tornare ad essere maggioranza».
Berlusconi difende Storace: «Lo conosco, non può aver fatto quelle cose». Pierferdinando Casini apprezza «il gesto di grande sensibilità» dell’ex ministro della Salute. Quanto all’opposizione, sembra che «più che accertare la verità, voglia alzare un polverone». Ma il più accanito contro Storace non è nel centrosinistra. «Si è dimesso? - commenta infatti Alessandra Mussolini - Così può difendersi meglio, se ci riesce. Comunque il suo è un atto dovuto. Anzi, dovrebbe pure rinunciare a fare il capolista al Senato. Se avessi saputo, non sarei entrata in un’alleanza con An». Storace replica in questo modo: «Io non sono colpito da nessun provvedimento. Invece, nella lista di una certa signora con un cognome di cui abusa, ci sono dei candidati condannati».