La storia del calcio tra assi e trofei

Memorabilia dello sport più amato tra maglie, figurine, coppe, filmati e cimeli che raccontano i successi

Cristo si è fermato a Eboli, scrisse Carlo Levi nel dicembre 1943 e oggi, non appaia dissacrante l'accostamento, la storia del calcio ha deciso di starsene sei mesi a Milano per tutta la durata dell'Expo. La grande mostra «Football heroes - Storie di calciatori», organizzata dall'Associazione italiana calciatori con la Gazzetta dello sport , Mediaset Premium e la tecnologia di ASUS, si è aperta in piazza San Babila, angolo corso Venezia, tre piani con palloni, maglie, tute, scarpe appartenute a sportivi leggendari, una ricchissima raccolta di oggetti che ricordano ognuno un momento storico della storia del calcio mondiale e non solo italiano, con la possibilità di eventi e incontri con i più amati calciatori di fama mondiale.

Una opportunità irripetibile per ripercorrere le vicende e le partite memorabili che hanno reso grande lo sport più bello (e più praticato) del mondo. In una cornice eccezionale, si incontrano e si fondano la passione di milioni di tifosi e la cultura degli ultimi 120 anni di storia del nostro Paese attraverso immagini e riproduzioni multimediali, filmati storici e oltre 300 straordinari cimeli. Ed erano emozionati anche personaggi come Massimo Moratti, Adriano Galliani, Beppe Bergomi e Tommaso Damiani che ieri hanno inaugurato la più bella raccolta di memorabilia che si possa immaginare, oggetti di culto che introducono vite di uomini diventati campioni, a cavallo tra mito e realtà. Il tutto accompagnato dalle frasi di Zavattini, Pasolini, George Bernard Shaw e dei tanti campioni che hanno illuminato i palcoscenici mondiali.

Impossibile raccontarli tutti, pensate a un grande del calcio e qui troverete senz'altro un suo ricordo, da Pelè a Maradona, passando attraverso Mazzola, Rivera, Baggio, Di Stefano, Yashin, Riva, Müller, Garrincha, Platini, Cruijff, Del Piero e tanti altri ancora. Tre piani con vetrine a tema: i campionati mondiali, quelli italiani, le coppe internazionali, il Milan degli olandesi, notti magiche, grandi attaccanti grande spettacolo, ma non solo. Stupisce un biliardino senza stecche del 1930 o il pallone bucato e stringato della coppa Intercontinentale del 1960 tra Peñarol e Real Madrid con le maglie di Rocha e Di Stefano e la relativa coppa, mai consegnata perchè troppo pesante (40 chili).

Storia del calcio e storia di casa nostra con le scarpe e la maglia azzurra del mondiale 1934 del «Peppin» Meazza e quella nera, voluta da Benito Mussolini, indossata dal Balilla milanese quattro anni dopo, quando rivinse il mondiale. E poi la maglia del quinto Beatles, quel George Best nordirlandese, vincitore di un Pallone d'oro (e qui è esposto quello di Rivera), considerato uno dei migliori dieci calciatori di tutti i tempi, asso sul campo, ma ingestibile nella vita privata. La maglia e la valigia di Valentino Mazzola e ... tutto quello che avreste voluto vedere del calcio ma che non avete mai osato chiedere.

Non mancano in questa carellata di reperti, già esposti a Vicenza e Bari, le intere collezioni delle figurine Panini, dalla prima di Bolchi all'introvabile Pizzaballa, dalla rovesciata di Parola alla prima copertina di Liedholm. La mostra è aperta, tutti i giorni da domenica a mercoledì (10.30-20.30) e da giovedì a sabato (10.30-22.30). Ingresso 10 euro.