Storia di una corona che diventò reale

Maria Santissima fu proclamata regina della città

Continua lo scambio di opinioni tra i nostri lettori sullo stemma di Genova. Un’occasione anche per ripercorrere la storia dell’emblema della città, dalla nascita dei grifoni al cavallino di Baracca.
Caro dottor Lussana, bene ha scritto il suo collega, che sigla (Rds), a proposito dello stemma di Genova «Partita finita? Figuriamoci». Due punti - Sulle code, dei grifoni, rivolte verso l’alto. Occorre ricordare un significato araldico rispettato anche dal cavallino di Francesco Baracca, in uso alla Ferrari, e dal leone di San Marco della bandiera della Marina Militare italiana. La bandiera della Marina Mercantile italiana ha il leone di San Marco con la coda rivolta verso il basso.
L’altro punto: ha ragione Gherardo Rapallo quando vi scrive che lo stemma da voi riportato presenta una imperfezione perché: «La corona indicata non è quella reale».
Il Senato della Repubblica esaminò un problema di prestigio e di precedenze e dedicò Genova a Maria Santissima dichiarandola Regina di Genova. Da quel giorno tutti i Dogi, che si avvicendarono nell’incarico dogale, smisero la corona ducale e si ornarono della corona reale. Anche lo stemma di Genova venne adeguato e così pure le precedenze degli ambasciatori. Erano interessanti, anche sotto questo aspetto, i piccoli ritratti dei Dogi, di tutti i Dogi che ebbe Genova, allineati nella mostra «El siglo de Los Genoveses». La prima parte dei ritratti mostra i Dogi con la corona ducale, la seconda parte i Dogi con la corona reale. E su questo i genovesi mi sembra siano stati sempre molto attenti. Alla fine dell’aprile 1945 per tre giorni Genova fu vuota di tedeschi e restò in attesa dei partigiani e degli americani. Su di una infinità di muri apparvero le scritte, pennellate con bianca calce, «Genova città di Maria Santissima» oppure «Maria Santissima Regina di Genova». Erano passati secoli dalla delibera!