La storia di D’Alema conferma: non sarà un Presidente super partes

Voglio esprimere la mia preoccupazione e il mio rifiuto verso un nome che troppo spesso sta circolando sulle bocche dei capi dei partiti di centrosinistra come candidato alla Presidenza della Repubblica: mi riferisco, ovviamente, a Massimo D’Alema.
Per la minoranza di centrodestra, non può andar bene perché ovviamente non è una figura super partes; per il centrosinistra neanche, perché fu per due anni (1998-2000) l’usurpatore di una poltrona che non gli spettava (bisognava tornare alle urne), e la politica che ha perseguito è stata oltremodo ambigua (un ex Pci che manda l’Italia in guerra, che dà soldi alle scuole private, che non affronta il problema del conflitto d’interessi, insomma, da che parte sta?!). Infine, non va bene per il popolo italiano in generale, perché non è una persona di equilibrio e di garanzia, bensí un signore arrogante che, quando ha avute delle responsabilità, non ha dimostrato di sapersi destreggiare bene. In mezzo a una crisi di governo, non lo vedrei capace di traghettare l’Italia fuori da acque tempestose.