La storia di Israele in 100 scatti

La storia d’Israele raccontata in cento fotografie, passo dopo passo, dagli anni ’40 sino ai giorni nostri. Questo è il tema della mostra «Israele - 60 anni» allestita al Senato della Repubblica (Biblioteca «Giovanni Spadolini» fino al 30 novembre) proprio in occasione delle celebrazioni dei primi sessant’anni dello Stato ebraico. Nell’esposizione (a cura di Daniela Manasse Zevi in collaborazione con l’ambasciata d’Israele in Italia) sono in mostra più di cento fotografie scattate da due grandi fotoreporter immigrati in Israele negli anni ’40: David Rubinger, che ha lavorato per Life e il Time, e Paul Goldman (collega e amico di Robert Capa, morto nell’86), entrambi testimoni delle vicende di cui è stato protagonista Israele. Dal processo di formazione sotto il Mandato britannico, passando per l’indipendenza del ’48, le grandi guerre, gli eventi, e i momenti di vita quotidiana, gli scatti di Rubinger e Goldman ricompongono un ritratto straordinario dello Stato ebraico. Goldman immortala la folla nelle strade di Tel Aviv, che festeggia la fine della Seconda Guerra Mondiale, navi e treni carichi di reduci dai campi di sterminio nazisti che raggiungono la Palestina, mentre a Gerusalemme un momento del processo al criminale nazista Adolf Eichmann nell’aprile del ’61. Rubinger invece fotografa i soldati durante la guerra, un gruppo di ragazzi che sventolano la bandiera d’Israele subito dopo aver appreso la decisione dell’Onu di istituire uno stato ebraico (1947), e in una foto storica (la più famosa del reporter del Time) tre soldati dell’esercito israeliano che guardano attoniti il Muro del Pianto subito dopo la conquista di Gerusalemme (1967). Dei giorni nostri sono gli scatti «dissacranti» a colori in cui Ehud Olmert lava i piatti in compagnia della moglie e Shimon Peres in pantaloncini che svuota gli scatoloni.