La storia di un pozzo

Questa è la storia di un pozzo che, dopo tanti anni e grazie alle iniziative di solidarietà dell’«Assistenza al Terzo Mondo», è finalmente pronto (cioè scavato e reso utilizzabile) per tutta la popolazione della zona del Benin interessata. Al delegato Ponte è arrivata questa toccante lettera, firmata da Mamma Candida, di ringraziamento per il «pozzo» tanto atteso.

«Vorrei in comunione con tutta la popolazione del villaggio di Segbanou, villaggio dove vive la grande parte dei bambini adottati, esprimervi la nostra gratitudine sincera per questo pozzo che avete voluto scavare. Con questa realtà rispondete ad una attesa di anni. La Mamma Candida e la signora Sophia mi hanno consegnato i soldi raccolti per questo pozzo che costa circa 4000 euro... Si tratta di un pozzo molto più grande e profondo di quelli già scavati ed in funzione che però servono solo villaggi piccoli e lontani fra loro, mentre questo tramite varie diramazioni permette di attingere acqua e servire diversi villaggi della Missione. Con questa realizzazione molto apprezzata da tutti, allontaniamo dalla gente tante malattie e assicuriamo una buona salute alla popolazione soprattutto ai 600 bambini. Se è vero che «chi darà anche un solo bicchiere di acqua fresca ad un solo di questi piccoli... non sarà senza ricompensa», immagino che chi offre la possibilità concreta di avere sempre l’acqua riceverà una benedizione senza fine. Questo l’augurio e la preghiera nostra per ciascuno di voi. Con grande riconoscenza».