La storia Via Rosolino Pilo

Tre tentati suicidi in meno di 24 ore, uno dei quali, dopo lunghe ore di agonia in ospedale, è riuscito.
Sono giorni drammatici in città. L’altra notte in via Feraboli, al Ticinese, una studentessa universitaria milanese diciottenne, per una delusione d’amore, ha tentato di togliersi la vita lanciandosi dal balcone di casa, al settimo piano di uno stabile. Ricoverata alla clinica Humanitas fortunatamente si salverà. Giovedì pomeriggio è stata la volta dell’ex vignettista del Corriere della Sera Luciano Francesconi che, a 76 anni, dopo essere salito nell’ascensore del suo condominio di via Cadamosto (zona Buenos Aires), si è sparato un colpo di pistola alla testa ed è morto qualche ora dopo al Niguarda.
Ieri un altro drammatico tentato suicidio in via Rosolino Pilo, in zona Monforte. Vittima un’altra studentessa universitaria. La ragazza, 23 anni, intorno alle 15.30 ha mandato un sms al suo fidanzato nel quale annunciava di volersi togliere la vita. Quando il giovane è corso a casa sua, la giovane si stava tagliuzzando le gambe. In preda al panico il ragazzo ha cercato di fermarla, mentre un vicino chiamava un’ambulanza. Al Policlinico, dove la studentessa è stata ricoverata, è giunta anche la polizia. Dopo averla visitata i medici si sono resi conto che la ragazza, nel suo delirio, si era inferta ben 40 coltellate sul corpo e una le aveva trafitto anche un polmone.
Ora la studentessa resta ricoverata in gravi condizioni in ospedale dove però i medici hanno assicurato che non è in pericolo di vita ma che, dopo aver lasciato l’ospedale, avrà bisogno di un lungo periodo di riposo.
La polizia sta cercando di ricostruire quanto è accaduto con precisione nell’abitazione di via Pilo ieri pomeriggio, nel tentativo di capire anche le motivazioni che hanno condotto la ragazza a compiere questo gesto estremo. Nel frattempo sono arrivati a Milano i famigliari della giovane.