Storia di vendetta e sentimento nel cuore del Ciad insanguinato

Nell'Africa nera, dove tribunali e polizie sono evanescenti, la giustizia è spesso solo vendetta. Daratt (Stagione secca) di Mahamat-Saleh Haroun, presentato all’ultima Mostra di Venezia, racconta appunto un progetto di vendetta, da realizzare dopo la fine della guerra civile che ha insanguinato il Ciad per quarant’anni anni e con quarantamila morti. È il caso d’aggiungerne un altro? Se lo chiede ben presto il ragazzo incaricato d’uccidere chi gli uccise il padre. Mandante? Il nonno. L’assassino di ieri ha una panetteria; il ragazzo, l’assassino di domani, si fa assumere per facilitarsi il regolamento di conti. Ma non si uccide facilmente chi ormai si conosce bene e nel frattempo è cambiato. Film necessariamente di pochi mezzi, ma egualmente di grande stile, Daratt è un’opera degna in un panorama cinematografico per lo più indegno.


DARATT di Mahamat-Saleh Haroun (Ciad/Francia, 2006) con Alia Bacha Barkai, Yussuf Djoro. 96 minuti