La storica rimonta del «Moro» tiene vive le speranze di Luna

E il leggendario sir Fay dice: «Nel 1992 ero certo di aver vinto ma Gardini riuscì a risalire da 1-4 I Kiwi hanno ancora paura e oggi si aspettano una reazione forte»

da Valencia

Ieri una bella sea breeze soffiava gagliarda sul litorale. Dicono sia il vento che ha fatto scegliere questo posto per le regate della Coppa, vento che non sempre abbiamo avvertito. Forse è contato di più l'inarrestabile dinamismo del sindaco Rita Barberà, che dopo la rielezione ha già firmato l'impegno per otto anni di Formula Uno. Il circuito cittadino passerà proprio nel porto dove dovrebbero attraccare i Vip, che adesso lasciano la barca lontana per non pagare tariffe incredibili. Insomma, il sindaco si prepara a un futuro senza Coppa America, come del resto la Coppa si prepara a un futuro senza Valencia, per come vanno le cose.
Ieri c'era vento, ma le basi di Luna Rossa e Emirates Team New Zealand erano a riposo. Velisti off, perché anche gli italiani parlano inglese, barche immobili, biciclette ferme in spiaggia. Francesco de Angelis tranquillo al biliardino con i ragazzini. Segni di tranquillità, ma anche sintomi che il team pensa che vada tutto bene così, che non sia necessario cambiare né barca, né equipaggio. Mentre fuori della base infuria l'inutile polemica sul vento di destra o sinistra, questa è la posizione emersa dopo il «processo alla regata» dell'altro giorno, dopo una grande riunione che ha coinvolto più o meno tutti. Del resto al loro posto, forse, si potrebbe arrivare alle stesse conclusioni: per quattro anni abbiamo lavorato bene e siamo arrivati qui con la configurazione umana e tecnica migliore, abbiamo distrutto gli americani, perché cambiare?
Però nella notte la base neozelandese era illuminata a giorno e qualcuno ha favoleggiato di modifiche che la faranno andare più forte ancora. Nessuno cambierà nulla, né da una parte, né dall'altra. Almeno questa è l'impressione fino a questa mattina quando vedremo la lista equipaggio e sapremo se è stato emesso un nuovo certificato di stazza, che vorrà dire bulbo diverso o alette. Luna Rossa ci riprova, la colonna sonora è semplice: «State con noi siamo ancora forti, finora è andato tutto storto». I kiwi continuano ad avere paura della Luna. Sulle banchine del porto è arrivato sir Michael Fay, uomo leggendario per la Coppa America. Sempre sconfitto, ma eroe positivo. È quello che ha costretto gli americani a correre con il catamarano, che li ha portati in giudizio presso la Corte Suprema di New York, è quello che nel 1987 ha messo al timone di Plastic Fantastic il giovane Chris Dickson e dice «non me ne parlate... io avevo la barca più veloce della Coppa e mi ha rovinato. Ma in equipaggio c'era anche Grant Dalton», è quello che ha perso contro Raul Gardini nel 1992, quando il Moro rimontò in maniera incredibile dall'1-4 al 5-3, complice una regata annullata per la questione del bompresso. È quello che ha regalato le barche e le attrezzature a Peter Blake e Russell Coutts. Ebbene lui, adesso spettatore, confessa: «Guardate che i kiwi al termine dei round robin avevano puntato sugli americani. Credevano di incontrare Bmw Oracle che reputavano la barca più veloce. Poi hanno visto Luna Rossa battere gli americani con facilità. Si aspettano ancora una reazione forte. In realtà si sentono appena sicuri adesso che hanno un vantaggio di tre punti». E poi aggiunge: «Non parlate a me di come si possa rimontare... fino all'ultimo minuto non è mai detto, basta nulla per cambiare atmosfera, perdere il momento positivo. Io ho visto la barca di Raul recuperare sulla mia e non volevo crederci. Ogni giorno era una novità. Certo, Raul era un combattente formidabile che non avrebbe mai mollato, ci ha demoliti tutti con la sua personalità. Di Luna Rossa, invece, non so nulla e non posso dare un giudizio diretto, ma mi sembrano forti». Insomma Luna Rossa è ancora un avversario rispettato, temuto. Forza Luna Rossa.