Storico: Roma capitale ora è realtà

«Fino all’ultimo abbiamo dovuto trattare con i ministeri dell’Economia e della Semplificazione. Solo quando ho visto uscire Altero Matteoli con i documenti ho capito che era fatta», confesserà Gianni Alemanno. E i documenti nelle mani del titolare delle Infrastrutture sono davvero di portata storica, sono l’emendamento che dà il via a «Roma Capitale» inserito nel disegno di legge sul federalismo fiscale approvato ieri mattina dal Consiglio dei ministri. Una svolta attesa da decenni che diventerà legge entro dicembre - con la Finanziaria e il collegato sul federalismo - dotando Roma dei poteri speciali e attuando quanto previsto dall’articolo 114 comma 3 della Costituzione.
Una svolta che mette un punto alla querelle Roma Capitale o Roma area metropolitana. E sempre ieri, Palazzo Chigi ha varato il decreto legge che assegna un finanziamento permanente di 500 milioni di euro annui a favore dell’Urbe per finanziare il piano di rientro dal deficit: cifra che nel 2008 arriverà grazie alla trasformazione in contributo a fondo perduto dell’anticipazione di giugno della Cassa depositi e prestiti, nel 2009 dai fondi della delibera Cipe del 30 settembre e dal 2010 da quelli per il federalismo fiscale. «Oggi usciamo finalmente da un paradosso. Sono orgoglioso di annunciare - spiega Alemanno - che dopo 30 anni abbiamo fatto un passo decisivo per il nuovo statuto. Una riforma di cui si parlava dai tempi di Craxi e che avevano promesso Prodi e Veltroni nel 2006 con un protocollo rimasto lettera morta. Grazie al governo Berlusconi finisce la retorica del governo di centrodestra nemico di Roma Capitale. Mai prima, nella storia della Repubblica, erano stati approvati provvedimenti tanto importanti per questa città che ora smetterà di elemosinare risorse a ogni Finanziaria».
Queste le novità: Roma si trasforma in un ente territoriale chiamato appunto «Roma Capitale» con una speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria e i cui confini coincidono con quelli attuali. Il consiglio comunale diventerà «assemblea capitolina» e approverà il nuovo Statuto che conterrà inoltre il decentramento municipale. A regolare i rapporti con Regione, Provincia e area metropolitana saranno invece i decreti legislativi. Rilevanti le funzioni attribuite a Roma Capitale attraverso regolamenti adottati dall’assemblea capitolina, e decreti legislativi che il Governo emanerà entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge: tutela e valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali; lotta all’inquinamento; sviluppo economico, sociale, urbano e pianificazione territoriale; edilizia pubblica e privata; trasporto pubblico e mobilità; protezione civile in collaborazione con presidenza del Consiglio dei ministri e Regione Lazio. Infine il federalismo patrimoniale, che garantirà a Roma un suo patrimonio grazie al trasferimento a titolo gratuito di beni statali non più funzionali. In particolare, spiega Alemanno «il Comune diventerà proprietario di caserme come quelle di via Cola di Rienzo e Castro Pretorio. Poi valuteremo ciò che è opportuno vendere o destinare a funzioni pubbliche».
Ora parte l’iter per l’approvazione del ddl. Un processo aperto alle integrazioni (come quelle che arriveranno dal tavolo di giuristi Comune-Provincia-Regione della commissione Marzano) e «alla più ampia condivisione a livello istituzionale», come ricorda il sindaco chiudendo con un appello al governatore Marrazzo: «Non sia perplesso ma entusiasta».