Storie dell’orrore nella notte di Halloween

La figlia del pensionato che ha ferito i due adolescenti è stata ammazzata da un barista 10 anni fa

Nadia Muratore

da Chiaverano (Torino)

Resterà cieco da un occhio, Matteo D., il quattordicenne di Chiaverano, piccolo centro in provincia di Torino, che nella notte di Halloween è stato raggiunto da alcuni colpi di fucile. A colpirlo è stato un pensionato, infastidito dagli scherzi e dagli schiamazzi di un gruppo di ragazzi che nella «notte delle streghe» avevano gettato alcuni petardi. Non è bastato il delicato intervento chirurgico al quale è stato sottoposto per rimuovere i pallini che gli hanno lesionato il bulbo oculare. È stato operato anche l'amico di Matteo, Marco R., l'altro quattordicenne rimasto ferito.
Le sue condizioni non sembrano destare preoccupazioni, come ha spiegato Giuseppe Gulino, vicedirettore dell'Asl 9 dell'ospedale di Ivrea, dove i due ragazzi sono stati ricoverati d'urgenza lunedì notte. «Marco - ha detto il medico - è stato colpito ai polmoni, ma non è in pericolo di vita: con una serie di drenaggi la situazione dovrebbe risolversi». Il ragazzo è stato raggiunto dai pallini anche al nervo ottico, ma per lui il recupero della vista sembra più facile rispetto a quanto accaduto al suo amico. I due ragazzi - ha concluso Gulino - sono stati colpiti da un elevato numero di pallini, dalla testa fino al torace». Per Matteo non si esclude, nelle prossime ore, un trasferimento presso l'ospedale le Molinette di Torino. Per ora entrambi si trovano nel reparto di rianimazione, poiché sono sedati, ma non sarebbero in pericolo di vita.
Benito Dabbelani, 70 anni, il pensionato che ha sparato almeno quattro colpi di fucile contro i ragazzi, è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio. Al sostituto procuratore di Ivrea, Roberto Ruscello l'uomo, originario di Gambaro, in provincia di Brescia, ex dipendente Olivetti, ha continuato a ripetere: «Volevo solo spaventarli, mi stavano disturbando» e ha anche spiegato agli inquirenti di non essersi accorto di avere ferito i due ragazzini. Durante una perquisizione la polizia ha trovato un altro fucile da caccia ad aria compressa, regolarmente denunciato. Benito Dabbelani non sembra essersi reso conto della gravità del suo gesto e all'avvocato ha detto: «Non capisco perché abbiano rovistato nei miei cassetti. Ho il porto d'armi e la notte scorsa quei ragazzi sono entrati nel mio giardino, hanno gettato dei petardi, ma non volevo far male nessuno».
Nel paese di Chiaverano, 2.300 anime, Dabbelani è conosciuto come un anziano taciturno, che a volte alza un po' il gomito e la cui vita è stata segnata da una grande tragedia. La figlia Mariangela, 28 anni, tossicodipendente, fu uccisa dieci anni fa da un barista a Vercelli perché non aveva pagato il conto.