Le storie infelici? Lasciamole alla cronaca nera

Ci scrive la signora Hannelore di Monza per dirci che la nostra pagina è interessante ma che abbiamo una visione idilliaca degli stranieri, che le storie che raccontiamo sono da Mulino Bianco, che in realtà la maggior parte di loro non vuole inserirsi, che portano solo guai eccetera. Rispondo alla gentile lettrice, che dal nome potrebbe essere tedesca, che prima di tutto non si può fare di tutta un’erba un fascio e che parlare di stranieri significa immergersi in un calderone che contiene tutto e il contrario di tutto. Proprio per questo abbiamo fatto una scelta precisa e cioè di lasciare alla cronaca nera la parte più oscura e infelice dell’immigrazione (illegalità, criminalità) per dare invece spazio a tutti coloro che, nel disagio o nella buona sorte, hanno la volontà di inserirsi e darsi da fare, o almeno ci provano. Se la gentile signora Hannelore avesse letto con attenzione le nostre storie, si sarebbe resa conto che la vita quotidiana non risparmia nessuno, stranieri e no, con la differenza che lo straniero volonteroso, oltre a doversi misurare con un contesto di vita diverso dal suo, si deve spesso scontrare con una burocrazia complessa anche se necessaria. Come Padre Muamba, il prete congolese da soli due mesi a Milano, che in attesa di avere la sua parrocchia, cerca di fare il possibile per favorire l'inserimento di un'immigrazione africana un po’ persa e disorientata. Raccogliamo insomma storie di «nuovi cittadini» tout-court, gente comune ma anche di successo (chi ha detto che bisogna sempre piangere?), come la storia di Xena Zupanic (qui a lato), l’affascinante croata che dietro l’immagine patinata nasconde una vita anche di sacrificio che le ha consentito di farsi strada nello spettacolo. Certo, bellezza e giovinezza aiutano, ma poi ci sono anche l’impegno e la volontà che determinano il destino di ciascuno. Era l’Avvocato ad affermare che per ognuno (bianco, nero o giallo che fosse), il cavallo bianco (o colorato) sarebbe passato almeno una volta nella vita?
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