Storni, un’emergenza diventata ormai cronica

«La situazione di chi abita e lavora a Prati è al limite dell’esasperazione a causa del fetore e delle difficoltà provocate dal guano, che milioni di storni depositano sulle strade del quartiere». Lo denunciano Samuele Piccolo, consigliere comunale di An e membro della Commissione affari sociali, e Claudio Casano, consigliere del XVII municipio. «Il quadro è notevolmente peggiorato per la pioggia - sottolineano Piccolo e Casano - che ha reso l’asfalto viscido e ha provocato la caduta di numerosi centauri. A via Barletta le persone che escono dalla metro vengono “bombardate” dagli uccelli». Non va meglio a viale Angelico dove, a ridosso della pista ciclabile, si può passeggiare solo con l’ombrello. Su quel viale, infatti, hanno sede due importanti strutture sanitarie, il Regina Elena, poliambulatorio ginecologico e il Leonarda Vaccari, istituto che provvede alla riabilitazione psico-fisica e all’integrazione didattica e sociale dei disabili.
«Sono due centri frequentati ogni giorno da centinaia di persone - spiegano i consiglieri - che oltre ai propri problemi si debbono sottoporre ai disagi provocati dagli storni, ma soprattutto dal loro guano che, può provocare anche gravi danni alla salute». Oltre a questo, esiste un altro tipo di rischio oggettivo: pioggia e guano sono una miscela micidiale per chi è costretto a muoversi sulla sedia a rotelle.
Il «grido d’angoscia», tanto strombazzato dal Comune, poi, è solo un palliativo che serve ad allontanare gli uccelli dagli alberi, dove sono gli altoparlanti. Ma il viaggio è breve, perché si rifugiano su quelli dove i segnali acustici non ci sono. «Speriamo - concludono i due esponenti di An - che faccia più effetto il grido di disperazione che ogni giorno lanciano gli abitanti del XVII municipio e, soprattutto, che serva a far capire al Campidoglio che dopo 14 anni di lamentele cadute nel vuoto, è forse giunto il momento di trovare soluzioni alternative più efficaci».