Storni, la guerra infinita

Anche quest’anno il Comune di Roma e la Lipu hanno deciso di intervenire da novembre a febbraio 2006 con una campagna di allontanamento incruento degli storni dai grandi dormitori urbani. «Roma ospita ogni inverno 4 milioni di storni - dichiara la delegata per i diritti degli animali del Comune di Roma, Monica Cirinnà, che ha presentato in Campidoglio il nuovo piano storni assieme alla responsabile del progetto della Lipu, Chiara Minghetti -. I dormitori più problematici formati dagli storni in questi ultimi anni nella Capitale si trovano a Prati e vicino alla stazione Termini. In queste zone gli storni hanno creato tanti disagi ai cittadini per la presenza di deiezioni sul terreno, per il cattivo odore e per il rumore provocato».
«Per via dei disagi causati - ha aggiunto la responsabile della Lipu, Minghetti - sono state sperimentate in tutto il mondo varie tecniche di allontanamento. L’unica che però ha dato sempre ottimi risultati è il sistema adottato dalla Lipu, il “distress call”, ovvero il verso dello stress che è emesso dagli storni in situazioni di pericolo. Opportunamente amplificato nel dormitorio questo verso segnala agli uccelli un finto pericolo e li spinge ad abbandonare il dormitorio».
«Con questo sistema - ha sottolineato la Minghetti - siamo già intervenuti a Ostia, domani (oggi) saremo a Parco de’ Medici e nei prossimi giorni interverremo anche a piazza Re di Roma e a viale Mazzini. Questo metodo non crea disturbi ai cittadini, visto che l’operazione viene fatta solo tre giorni di seguito per un massimo di due ore consecutive». I cittadini delle zone in cui verrà effettuata l’operazione saranno informati con 50mila dépliant stampati e inseriti nella casella di posta, e per tutti coloro che volessero avere più informazioni sono stati messi a disposizione un indirizzo di posta elettronica e una linea telefonica aperta per tutto il periodo dell’operazione.
E a proposito di storni la Cirinnà ha tenuto a precisare che «non comportano alcun rischio di contagio per l’influenza aviaria». «Lo storno - spiega la delegata - è un tipo di uccello urbano e campestre che parte dalla Scandinavia e arriva fino alle grandi città senza mai fermarsi in zone palustri: secondo un documento ufficiale del centro di referenza nazionale per le malattie degli animali selvatici, potenzialmente a rischio sono, invece, otto specie di uccelli acquatici: Germano reale, Alzavola, Fischione, Codone, Mestolone, Canapiglia, Marzaiola e Folaga, che finora comunque in Italia sono risultati tutti negativi».