Una strada per onorare l’«altra metà del mare»

Caro Massimiliano Lussana, grazie che ci dai ancora la possibilità di parlare di Nucci Novi, «guerriera del mare» e del vento.
Guerriera.
La conobbi nel 1986, quando, in qualità di Presidente di «Donne in Carriera», andai all'Yacht Club desiderosa di conoscerla e di fare progetti assieme.
Che meraviglia, quel pasto frugale intessuto di progetti, sogni, in un divenire che sembrava essere propizio, almeno per entrambe, per il destino di Genova e della Liguria. Decidemmo di creare assieme il Premio Europeo «L'altra metà del mare», grazie alla solerzia gentile e puntuale dell'allora «capa» della Martini e Rossi, Cugia di Sant'Orsola, che dalla prua della nave dell'allora Terrazza Martini, dirigeva il traffico delle pr di allora.( si era nel 1989-90-91). In quell'Altra metà del mare c'eri tu assieme a Myriam De Cesco (allora direttore di Capital Carriera), a Dada Rosso, a Rosellina Archinto, ed altre persone che come te avevano deciso di prendersi responsabilità per scuotere questa città dal suo torpore marmoreo e fare del suo mare il centro di attività non solo sportive, ma anche culturali, di eccellenza. C'era la voglia di vivere e far vivere quei valori, la lealtà il coraggio, la forza dell'esempio, l'amore per il prossimo e per lo sport, quasi come terapia, che contraddistingueva il tuo stile di vita e la tua personalità. Avevamo, fra l'altro, dato vita alla Regata delle donne, a Portofino, in quella bellissima baia dove celebrasti un briefing (Champagne e sigaretta) con le australiane e le francesi, accomunate tutte, compresa la sottoscritta, dalla comune passione per il mare, la sfida, il vento delle passioni importanti. Che sanno piegare, o forse spiegare, molte cose.
Ma tornando all'edizione di quell'evento (L'altra metà del mare), da me inventato e diretto da te assieme (...)