Strade d’Italia Le più micidiali per i centauri

da Roma

In Italia si muore sulla strada molto più che nel resto d’Europa: il numero di vittime di incidenti di auto e moto è del 13% sopra la media europea, pari a 900 morti in più.
È quanto emerge da uno studio dell’European Transport Safety Council (Etsc), l’associazione che riunisce le organizzazioni nazionali per la sicurezza stradale.
Nella classifica dei Ventisette, l’Italia si piazza al quattordicesimo posto, mentre in prima posizione si trova la Francia che dopo anni di severe politiche per promuovere la sicurezza stradale oggi può vantare ben 2700 vittime della strada in meno rispetto alla Penisola. In Italia le cifre sono gonfiate soprattuto dagli incidenti di moto e motorini. Le due ruote infatti rappresentano il 3,6% dei veicoli in circolazione ma il 26% degli incidenti mortali ha per vittime i centauri. Una cifra allarmante ed in continuo aumento.
A risultare fatali non sono soltanto i grandi spostamenti, il 79% degli incidenti avviene nei centri urbani e poco meno della metà di questi, il 45%, è mortale.
«Anche se il governo ha adottato un piano nazionale per la sicurezza stradale nel 2002 con obiettivi e priorità chiare» scrivono gli esperti dell’associazione «non c’è stata una sistematica attuazione a livello locale». Inoltre, continua il documento, le campagne di sensibilizzazione sono focalizzate solo sui guidatori, a discapito, ad esempio di pedoni e ciclisti, e «la raccolta di dati è molto debole e alcune volte inaffidabile». Quindi, conclude l’Etsc, «c’è in generale una mancanza di volontà politica e questo influisce chiaramente sul già limitato bilancio dedicato alla sicurezza stradale, e questo ha serie conseguenze per tutti gli utenti della strada».