Le strade a luci rosse: sul sito delle mappe come evitare i controlli

Su «Google Maps» itinerari, orari, voti e consigli per «dribblare» la polizia. Clienti scatenati sul forum di discussione

«Lasciatela perdere! Se non sa lavorare che faccia la fame. Se non le va bene di fare quel mestiere ha solo da andare a cercarsi un lavoro serio! È impaziente, nervosa, incapace, una macchinetta...». Questo non è lo sfogo di un capufficio esigente e spietato, ma l’indicazione di una mappa stradale disponibile su Internet. Una mappa dettagliata e aggiornata delle prostitute che battono le provinciali milanesi, con tanto di itinerario, descrizione delle prestazioni, orari, avvertenze per evitare i controlli di polizia, voti e commenti.
Non ci si dovrebbe nauseare più di tanto se a riportarla fossero gli innumerevoli siti e blog porno che pullulano nella rete. Il fatto è che, invece, si trova su «Google Maps», il più conosciuto sito di mappe on-line, che solitamente viene utilizzato da milioni di utenti in tutto il mondo per ottenere indicazioni stradali per motivi di lavoro o per localizzare alberghi, ristoranti, negozi.
Sul navigatore della prostituzione milanese si possono leggere commenti di questo genere: «Ieri sera ero alla ricerca della mitica Cristina. Non l’ho trovata, ma mi sono imbattuto in Maya segnalata sulla mappa. Le ho chiesto...con...lei mi ha risposto: sì, ma solo se sei pulito. Ho appena fatto la doccia ho risposto ed in particolare ho curato la pulizia del Billy. Il...devo dire che lo ha eseguito con molto coinvolgimento, ed infine l’esplosione finale...come richiesto, niente male. La girl ha delle discrete boccette, non è una velina ma nel complesso piacevole. Il tutto a velocità urbana».
Se fosse un ristorante, almeno un paio di forchette le avrebbe guadagnate e invece Maya è una povera ragazza rumena sfruttata che si è accontentata di trenta euro in cambio di una prestazione sessuale completa in auto con uno sconosciuto affetto da gravi problemi psichici. Il vero punto di forza di questo agghiacciante servizio telematico, pieno di termini astrusi che solo gli «addetti ai lavori» riescono a decifrare, sono i triangolini rossi che indicano pericolo. «Evitate assolutamente la zona XY, qui (notare l’accento sulla «i») le ragazze sono pesantemente sfruttate più che altrove e di conseguenza lavorano controvoglia e molto male!!», si legge a proposito di Emilia Cusmir, un’altra lucciola rumena di 23 anni.
In «Google Maps» non è possibile inserire le foto delle squillo disponibili in modo che i «clienti» di strada trovino quel che cercano: ne trarrebbero un grande vantaggio il traffico e l’inquinamento. Poco male, però, basta solo copiare e incollare l’indirizzo internet, quasi sempre riportato in calce al commento, per entrare in un attimo nel blog «giusto» dove si possono trovare immagini senza veli, «caratteristiche tecniche», numero di cellulare, tariffe dei servizi e degli eventuali «optional» e accedere al forum dove sono riportati tutti i dettagli possibili e immaginabili. Anzi, inimmaginabili.