Strade sempre più pericolose L’Ania: «A Roma almeno 300»

Una due giorni per la sicurezza stradale. Si conclude oggi «Black Point Show», un progetto dell’Ania (Fondazione per la sicurezza stradale delle compagnie di assicurazione) nato per dare ai cittadini la possibilità di segnalare o di conoscere direttamente i punti più pericolosi in cui ci si può imbattere percorrendo le strade urbane ed extra-urbane. «L’intento del progetto - spiega Umberto Guidoni, segretario generale della fondazione Ania - è fornire un servizio utile ai cittadini per far conoscere i punti critici e prevenire quindi possibili incidenti». L’iniziativa si svolge alla Terrazza del Pincio, in piazza Napoleone I, dove è stata allestita una tensostruttura dentro la quale è possibile seguire un vero e proprio «percorso della sicurezza»: dalle dimostrazioni su come segnalare i punti delle strade via internet, all’utilizzo di simulatori di guida sicura, con i quali è possibile capire i rischi di una guida non corretta.
Tanti i problemi e gli ostacoli che si possono incontrare quando si guida: buche al centro della strada, il fondo sconnesso del manto stradale, scarsa segnaletica: «Nei “Black Point” sarà possibile segnalare qualsiasi criticità del sistema stradale - continua Guidoni -. Attraverso la voce diretta dei cittadini, che ogni giorno si trovano a subire le conseguenze dei problemi infrastrutturali, aggiorneremo la mappa d’Italia, consultabile sul nostro sito internet: www.smaniadisicurezza.it».
Da un censimento dell’Ania sulle strade del Lazio, la fondazione ha verificato 3.700 segnalazioni di strade pericolose segnalate dagli automobilisti, delle quali 376 sono state inoltrate alle istituzioni. Solo a Roma, tra urbane ed extra-urbane, sono state indicate 301 strade pericolose o con gravi problemi strutturali. L’intento dell’iniziativa è, quindi, quello di «supportare la pubblica amministrazione e gli enti competenti nell’individuazione di questi fenomeni per trovare una soluzione rapida ai problemi segnalati - conclude Guidoni -. Sarà nostra cura monitorare e informare i cittadini sull’eventuale intervento risolutivo del problema che trasformerà un “black point” in un “white point”».