Strade, sicurezza garantita solo sulla carta

Allarme sicurezza stradale a Roma e provincia a causa alla grave carenza di mezzi, strutture e personale da parte della polizia stradale. È quanto denuncia il sindacato di polizia Consap, in seguito alle nuove sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza e per il superamento dei limiti di velocità.
«L’escalation di incidenti stradali, anche nelle strade cittadine - dichiarano i segretari provinciali Giulio Incoronato e Francesco Paolo Russo - impone l’adozione di misure non solo di carattere legislativo, ma anche organizzative e di potenziamento delle risorse da mettere sulle strade. In questo periodo, infatti, c’è una maggior incidenza di sinistri stradali gravi».
A fronte però di tali esigenze, la situazione della polizia stradale nella nostra provincia, appare inadeguata nell’affrontare tali incombenti emergenze: il parco auto, presenta mezzi con chilometraggio superiore a 200mila chilometri. Macchine che, dunque, non garantiscono alcuna sicurezza agli operatori di pattuglia. A molte sezioni della regione, inoltre, non sono stati forniti precursori ed etilometri, mezzi indispensabili per l’individuazione di eventuali guidatori in stato di ebbrezza, vanificando di fatto l’attività di prevenzione da parte delle pattuglie.
«Alla mancanza di mezzi per operare - continuano Russo e Incoronato - si aggiunge l’insufficienza di personale, in quanto le ultime assunzioni risalgono a quasi dieci anni fa, cosa che impedisce in molti casi di effettuare turni di controllo nelle ore serali e notturne in particolare durante il fine settimana, periodo in cui si verificano la maggior parte degli incidenti stradali». Le misure del decreto approvato da pochi giorni, dunque, rischiano di rimanere solo sulla carta non potendo essere realmente applicate nella quotidianità.
«Sostenere che chi guida ubriaco finisce in cella - continuano al Consap - significa paventare una pena che non sarà mai espiata, inoltre le misure di pena alternative indicate non possono attuarsi nell’immediato poiché vi deve essere una regolamentazione, che sarà improbabile in un decreto di emergenza, di breve durata».