Strage di camorra: uno dei killer era ai domiciliari

Alfonso Cesarano, 29 anni, avrebbe fatto parte della spedizione punitiva dei Casalesi contro gli africani

da Castelvolturno (Caserta)

Ieri mattina sono arrivati i primi 150, a bordo di auto (una cinquantina) con le insegne dei rispettivi corpi di appartenenza: polizia, carabinieri e guardia di finanza. Il tempo di ricevere il saluto del Questore di Caserta, Carmelo Casabona, e i rinforzi si sono subito messi al lavoro, per eseguire posti di blocco, perquisizioni nelle abitazioni di pregiudicati e camorristi affiliati al clan dei «casalesi», a Castelvolturno, il luogo della strage avvenuta giovedì sera: un italiano e sei africani uccisi.
Ma l’invio dei rinforzi è destinato a crescere: entro un paio di giorni, altri 250 tra uomini e donne che indossano le divise della polizia, dei carabinieri e delle fiamme gialle, arriveranno con un ottantina di auto di servizio a Caserta, per poi essere spediti a Castelvolturno. La decisione di inviare «personale altamente qualificato delle forze di polizia» nel casertano era stata varata sabato scorso durante una riunione che si era tenuta al Viminale, presente il capo della Polizia, Antonio Manganelli: la risposta dello Stato alla sanguinaria camorra casalese. Ieri, per quasi tutta la giornata, duecento carabinieri hanno setacciato Castelvolturno, i luoghi abitualmente frequentati dai camorristi, a caccia di due latitanti eccellenti, Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo, ritenuti dagli investigatori i nuovi capi di Castelvolturno, dopo la caduta in disgrazia dell’ex potente boss, Francesco Bidognetti, detto «Cicciotto ’e mezzanotte». L’arrivo dei rinforzi è stato accolto con grande favore dalla popolazione. «Qui siamo assediati dalla violenza extracomunitaria: è inutile che adesso questa gente e i loro soliti protettori buonisti parlino di razzismo e facciano le vittime: lo sanno tutti che sono migliaia i neri che spacciano droga, gestiscono la prostituzione di donne extracomunitarie e si rendono protagonisti continuamente di risse e violenze sulle donne», dice Assunta, 45 anni, negoziante.
Castelvolturno conta circa 25 mila abitanti ma la cifra si raddoppia con gli extracomunitari africani. Si calcola che sono duemila i regolari, undicimila i clandestini «ma si tratta di una cifra per difetto: calcolata in base alla raccolta annua di spazzatura. Secondo noi gli extracomunitari a Castelvolturno sono almeno 25 mila». Parola di sindaco, Francesco Nuzzo, che poi ha sottolineato: «Per anni il problema Castelvolturno è stato sottovalutato e servono interventi di utilità sociale».